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Confisca da 20 milioni alla 'ndrangheta di Reggio Calabria: colpo ai clan

  • 5 ore fa
  • Tempo di lettura: 2 min

La Guardia di Finanza di Reggio Calabria esegue il provvedimento definitivo contro il cartello criminale dell'operazione "Araba Fenice", confisca da 20 milioni alla 'ndrangheta


Militari della Guardia di Finanza di Reggio Calabria durante un'operazione di sequestro beni


30 marzo 2026 - Ore 7.30


Il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Reggio Calabria ha eseguito oggi la confisca definitiva di beni per oltre 20 milioni di euro; l'operazione colpisce imprenditori reggini legati alla 'ndrangheta, coinvolti in un sistema illecito di spartizione dei lavori edilizi nella zona sud della città.



Il "cartello criminale" e la spartizione dei lavori

L’indagine patrimoniale, condotta dal G.I.C.O. del Nucleo PEF di Reggio Calabria, trae origine dall'operazione "Araba Fenice" coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia. Gli accertamenti hanno svelato l'esistenza di un vero e proprio "cartello criminale" composto da esponenti di spicco di numerose cosche locali.


Secondo quanto emerso, le famiglie coinvolte includono i Chirico, Musolino, Ficara-Latella, Rosmini, Fontana-Saraceno, Ficareddi, Condello e Nicolò-Serraino. L'obiettivo dell'intesa era garantire un'equa spartizione dei lavori di completamento di diversi edifici nella periferia sud di Reggio Calabria, assicurando profitti illeciti a favore di "imprese mafiose".




La figura dell'imprenditore-regista

Al centro del sistema illecito è stata individuata una figura-cardine: un imprenditore reggino, in seguito divenuto collaboratore di giustizia. Quest'ultimo agiva come "socio occulto" di una società e aveva il compito di:


  • Sovrintendere ai summit mafiosi per concordare la spartizione delle commesse.


  • Assegnare i lavori di sbancamento, impiantistica e finitura a ditte riconducibili alle cosche.


  • Garantire la "quadratura" contabile attraverso l'emissione di fatture per operazioni inesistenti.


Questo meccanismo permetteva di estromettere dal mercato le cosiddette "imprese pulite", tutelando al contempo l'operatività del gruppo criminale.




Dettaglio dei beni confiscati

Il provvedimento emesso dalla Corte di Appello reggina sancisce il passaggio definitivo allo Stato di un patrimonio ingente e diversificato.


Tipologia di bene

Quantità/Dettaglio

Patrimonio aziendale

2 ditte individuali e 3 società di persone

Quote societarie

Quote di una società di capitali

Immobili

6 cespiti immobiliari

Liquidità

53.650,00 euro in contanti

Beni di lusso

8 orologi preziosi e 1 autovettura

Valore totale

Oltre 20 milioni di euro



Un colpo al sistema delle intestazioni fittizie

L'operazione ha permesso di smantellare un complesso sistema di intestazioni fittizie di società e beni. Attraverso l'uso strategico di un "gruppo societario di fatto", l'organizzazione riusciva a generare profitti ingiusti mantenendo una parvenza di regolarità formale sul mercato. La confisca odierna rappresenta la conclusione dei vari gradi di giudizio, confermando la solidità dell'impianto investigativo della Guardia di Finanza.


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