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Praia a Mare, terreni in uso al comune in località S. Stefano: un cittadino rivendica la proprietà

Una vicenda che trae origine nel 2001, i terreni dove doveva sorgere un centro sportivo, un cittadino ne rivendica la proprietà: il Tar fissa l'udienza pubblica ad ottobre


Una vicenda che trae origine nel 2001, i terreni dove doveva sorgere un centro sportivo, un cittadino ne rivendica la proprietà: il Tar fissa l'udienza pubblica ad ottobre

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Praia a Mare, 6 aprile 2024 - “Illegittima occupazione dei terreni” di proprietà di un cittadino in località Santo Stefano. Il ricorso al tribunale amministrativo regionale. E' stata emessa, in merito un'ordinanza nella quale il Tar dispone gli incombenti istruttori e fissa, per la trattazione di merito del ricorso, l'udienza pubblica del 9 ottobre 2024. Il ricorso di un privato cittadino, assistito dagli avvocati Raffaella Mazzotta e Carmelo Salerno, contro il comune. Si chiede, fra l'altro, l'accertamento della decadenza della dichiarazione di pubblica utilità e della immissione in possesso, con conseguente riconsegna dei beni al ricorrente. Il privato invoca anche il risarcimento dei danni subiti, per il mancato godimento ed utilizzo dei beni, oltre che per l'occupazione dei terreni e per i danni al cosiddetto soprassuolo.


Il privato chiede al comune una cifra di circa 376mila euro. I fatti risalgono a diversi anni fa, praticamente al 7 giugno 2001, quando il comune di Praia a Mare ha occupato 10.835 metri quadrati di terreni, per la realizzazione di strutture sportive e ricettive nella località Santo Stefano. Dopo l’immissione in possesso da parte del comune di Praia a Mare è stato adottato il provvedimento “ablativo”, che “toglie al privato”, solo per una parte dei terreni occupati, mentre le altre particelle sono tuttora intestate al cittadino ricorrente, in quanto non è stato adottato alcun provvedimento di esproprio. Il 9 giugno 2022, è stata anche inviata una “pec” al comune di Praia a Mare, con la quale è stata chiesta la riconsegna dei terreni, ancora occupati e non espropriati, nonché la corresponsione di tutti i danni subiti.


“Tale richiesta – si legge - non è stata riscontrata dall’amministrazione comunale”. Per tale motivo il cittadino si è rivolto, tramite i legali, al Tribunale amministrativo regionale per “l’accertamento dell’illegittimità della occupazione dei terreni di cui risulta ancora titolare, oltre alla decadenza della dichiarazione di pubblica utilità e della immissione in possesso, con conseguente riconsegna delle particelle al ricorrente, nonché il risarcimento dei danni per l’occupazione, il mancato godimento ed utilizzo degli stessi”. Il Tar ha quindi ritenuto opportuno differire la decisione per acquisire dal comune di Praia a Mare una relazione che descriva lo stato del procedimento avviato con il decreto del 7 giugno 2001 e, in particolare, la situazione giuridica e di fatto relativa alle particelle oggetto del decreto di occupazione di urgenza e non espropriate. “Alla relazione – si dispone - dovranno essere allegati tutti gli atti e documenti ritenuti necessari o utili a dimostrare quanto riportato nella relazione”.

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