Praia a Mare, rientra l'allarme sulla chiusura del pronto soccorso, lanciato da De Lorenzo

Il consigliere comunale di Praia a Mare, nei giorni scorsi aveva paventato la possibile chiusura notturna del pronto soccorso per mancanza di personale. L'allarme ora è rientrato


Antonino De Lorenzo

PRAIA A MARE – 10 nov. 20 - “Nei giorni scorsi era stato lanciato l’allarme per una fortissima limitazione dell’operatività del pronto soccorso dell’ospedale di Praia a Mare che avrebbe portato il servizio sanitario di emergenza/urgenza alla chiusura nelle ore notturne. Un’evenienza ingiusta e pericolosa attesa l’importante funzione del servizio per un bacino molto ampio”. Lo ricorda il consigliere d'opposizione, Antonino De Lorenzo, che, fa sapere, ha attivato una serie di contatti e rapporti: “attraverso i quali siamo riusciti a dare corso a quanto la stessa Asp aveva deliberato e ancora non concretizzato. Il medico che mancava è stato destinato presso il pronto soccorso del nostro paese – spiega il consigliere De Lorenzo - e le relative attività continueranno ad essere espletate senza alcuna limitazione. Sono consapevole che ancora tanto va fatto per portare il nostro ospedale alla pregressa operatività, ma scongiurare una limitazione di un così rilevante servizio è un risultato importante per il quale ringrazio la struttura dell’onorevole Fausto Orsomarso che, su mia sollecitazione, si è immediatamente attivata contribuendo, in modo concreto, alla risoluzione della problematica”.

La mancanza del personale, rischiava di far chiudere nelle ore notturne il presidio medico generando ulteriori problemi alla popolazione. Con l'inserimento del nuovo professionista, viene stabilizzato il numero di almeno sei unità sanitarie, anche in vista di futuri pensionamenti, scongiurando il riproporsi del problema tra qualche mese. “Devo sottolineare – commenta De Lorenzo - che il pronto soccorso di Praia a Mare va avanti grazie alla laboriosità e alla professionalità del personale impiegato che, ricordo essere, nonostante la presente operazione, sottodimensionato stante al fabbisogno di forza lavoro redatto recentemente proprio dall’Asp stessa: nel pronto soccorso di Praia a Mare, dovrebbero lavorare ben undici medici. Negli anni – aggiunge il consigliere di opposizione - è mancata un’azione definita a decisa sulla nostra struttura ospedaliera, in quanto non è mai stata chiesta con forza l’esecuzione della sentenza del Consiglio di Stato circa la riapertura con tutti i servizi presenti alla data di chiusura. Oggi la battaglia apre nuovi scenari e porterà nuovi commissari con i quali, secondo il mio modesto parere, si dovrà parlare solo dell’applicazione della sentenza del Consiglio di Stato, non di ridisegnare una struttura che, personalmente, ho visto dotare di reparti (nella fantasia di qualcuno) e posti letto (sempre fantasia di cui prima!) senza averne competenza e la benché minima idea di come deve essere strutturata un’offerta sanitaria che trova fondamento in precisi dettami normativi. Oggi, anche in considerazione di quello che sta avvenendo su base regionale, è tempo di far parlare e, soprattutto, far fare solo a chi ha comprovate competenze in modo da poter eliminare tutto il marcio che c’è nella sanità calabrese e iniziare un percorso virtuoso che, magari un giorno, potrebbe essere la calamita per attrarre i tanti medici calabresi che sono l’eccellenza di tanti reparti sparsi nell’Italia e nel mondo”.


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