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Praia a Mare, isola Dino ambientalisti contrari alla convenzione Comune-Wwf

Praia a Mare, sulla questione dell'isola Dino intervengono diverse sigle di associazioni ambientaliste contrarie alla convenzione comune - wwf


Praia a Mare, sulla questione dell'isola Dino intervengono diverse sigle di associazioni ambientaliste contrarie alla convenzione comune - wwf

Praia a Mare, 10 luglio 2024 – Diversità di vedute fra associazioni ambientaliste, sulle impostazioni della gestione dell'isola Dino si rischia uno scontro, dopo la convenzione fra comune di Praia a Mare e Wwf. A generare le attenzioni sulla più grande delle due uniche isole calabresi che, lo ricordiamo si trovano sull'alto Tirreno cosentino, è la convenzione stretta fra il comune di Praia a Mare e le associazioni Wwf Terre di Parchi Lucani e Wwf Calabria Citra. Con questo atto il comune di Praia a Mare consentirà alle associazioni del Wwf di accedere all'isola Dino, una nuova “Oasi”, per la organizzazione e la gestione di visite guidate.


Certo, si può dire che quel lembo di terra meraviglioso ne ha viste di tutti i colori. Dall'idea di diventare un villaggio turistico, alla proprietà di Agnelli, al passaggio all’ingegnere Alberto Dell’Utri, gemello del più famoso Marcello, ex senatore di Forza Italia, e poi all'azione dell'ex sindaco Antonio Praticò che con una serie infinita di atti è riuscito a recuperare la proprietà per il comune di Praia a Mare con un intervento del commissariato degli usi civici della Calabria. Si può tranquillamente ricordare che per sessant’anni, dal 1962, da quando venne acquistata per 50 milioni di lire da Gianni Agnelli, che ne voleva fare un polo del lusso a cinque stelle, l’isola è stata di proprietà di privati. Ultimamente l'isola è stata anche ripulita dalla presenza a terra e nei fondali di rifiuti di vario genere. Ora, le associazioni ambientaliste: Italia Nostra sezione alto Tirreno cosentino, Legambiente Riviera dei Cedri, Artemis, comitato difesa Ambiente Diamante-Cirella, Giardini di Eva, MEDIterranea MEDIA, Comitato Come può uno scoglio arginare il mare, scrivono al commissario Greco, dell'ente Parchi marini regionali della Calabria.

“L'isola Dino – scrivono - appartiene alla collettività di Praia a Mare, ma questo non significa assolutamente che il comune può disporne prescindendo dalle leggi che ne disciplino la gestione in virtù della collocazione tra le zone speciali di conservazione all'interno del parco marino regionale riviera dei cedri”. Si chiede un intervento, perchè la convenzione “Comune – Wwf” contraddirebbe “le regole e le disposizioni normative che sono alla base della gestione sia della zona speciale di conservazione che del parco marino regionale riviera dei cedri”.

Gli ambientalisti diffondono un'idea anche più larga della loro tesi: “Siamo contrari ad ogni forma di intervento sul parco marino riviera dei cedri e sulle zone speciali di conservazione presenti, isola Dino e isola di Cirella, effettuati da soggetti non previsti dalla normativa regionale, che escludano l'unico abilitato a farlo e ciò l'ente per i parchi marini regionali, certamente dialogando con gli enti locali, le associazioni ambientaliste e i portatori di interesse, ma il solo in grado di dover assicurare che tali interventi non ledano l'integrità ambientale dei siti attraverso l'applicazione puntuale dei piani di gestione e delle misure di conservazione approvate”.

Con la delibera dei giorni scorsi, il comune di Praia a Mare consentirà alle associazioni del Wwf di accedere all'isola per la organizzazione e la gestione di visite guidate, ed elargirà un contributo di 15mila euro per l'allestimento dell'area con la predisposizione dei pannelli e con l'allestimento dei sentieri. Inoltre le associazioni potranno chiedere ai visitatori un contributo per l'ingresso e la visita del sito.

“Nella convenzione – evidenziano le associazioni ambientaliste - non vi è alcun riferimento alla situazione giuridica amministrativa dell'isola Dino che è Zona Speciale di Conservazione e come tale inserita nel parco Marino Regionale Riviera dei Cedri di cui Greco è commissario. Né viene presa in alcuna considerazione la disposizione regionale secondo la quale le ZSC, e tra queste l'Isola Dino, inserite nei Parchi Marini Regionali sono di diretta gestione di codesto ente.

In definitiva sono state completamente ignorate le prerogative nel definire le misure di regolamentazione e gestione di questo sito secondo le indicazioni contenute nel Piano di Gestione e nelle Misure di Conservazione appositamente approvate dalla Regione Calabria”.


LA CONVENZIONE

Una proposta progettuale dall'associazione del Wwf “terre di parchi Lucani” e dal Wwf “Calabria Citra” per la promozione e la valorizzazione dell'isola Dino. Una delle due uniche isole della Calabria, insieme a quella di Cirella. L'iniziativa giunge dopo un'attività di bonifica effettuata all'interno dell'isola dove erano presenti rifiuti di vario genere. Ora, la giunta, con a capo il sindaco Antonino De Lorenzo ha preso ufficialmente atto della proposta progettuale presentata dal Wwf e finalizzata a garantire la conoscenza, il presidio e la valorizzazione dell’area dell'isola Dino attraverso l’organizzazione di visite naturalistiche lungo percorsi prestabiliti, volti a consentire ai cittadini praiesi e ai turisti di conoscere meglio ed apprezzare il patrimonio naturalistico presente sull’isola.

L'area di località Fiuzzi, rappresenta, come ricordano dall'amministrazione praiese “la più grande isola della Calabria, caratterizzata dalla presenza di suggestive grotte marine, tra le quali la grotta Azzurra, per l'intenso colore azzurro dell'acqua al suo interno, e la grotta del Leone, il nome deriva dalla presenza al suo interno di uno scoglio che assomiglia molto ad un leone sdraiato, nonché da una fitta e rigogliosa vegetazione e da una fauna variegata”. Come è noto il territorio dell’isola è stato inserito tra i siti “Natura 2000” per i valori di biodiversità presenti e si presta particolarmente ad essere laboratorio a cielo aperto di educazione ambientale e alla sostenibilità. Ricordano dall'esecutivo praiese che “l’isola Dino rappresenta il “simbolo” del comune di Praia a Mare, che lo identifica con la sua immagine e costituisce un’area di rilevante valenza naturalistica; ha attraversato alterne vicende, che l’hanno vista trasformarsi, negli anni, da luogo di attrazione del jet set nazionale ad un luogo degradato e abbandonato, con ammassi di rifiuti e vegetazione incolta; il comune di Praia a Mare riconosce il valore della conservazione dell’area, pregiatissima dal punto di vista naturalistico, e della divulgazione dei valori ambientali e culturali ad essa collegati, soprattutto per i giovani, al fine di sviluppare una sempre crescente consapevolezza della necessità di tutelare l’ambiente e il paesaggio e dei rischi connessi al degrado e al consumo del territorio”.


Con tale atto e con la collaborazione del Wwf “Terre dei parchi lucani” e “Calabria Citra” il comune di Praia a Mare intende iniziare a far rivivere l’isola. L'idea è quella di generare “azioni concrete e sostenibili in grado di attrarre visitatori e turisti da diverse parti del mondo. Un attrattore naturalistico qual è l’isola Dino – evidenziano dall'amministrazione - può attivare importanti flussi turistici anche fuori stagione. Il sistema di offerta turistica oramai deve essere di territorio e non relativo ad un solo paese: l’aggiunta della possibilità di fruire dell’isola Dino a quanto già offerto dai comuni viciniori rende la nostra offerta – evidenziano altamente competitiva nel mondo del turismo scolastico; il comune di Praia a Mare intende, quindi, valorizzare e tutelare al meglio l’area dell’isola Dino, organizzando delle visite naturalistiche lungo percorsi prestabiliti, in modo da consentire ai cittadini praiesi e ai turisti di conoscere meglio e di apprezzare il patrimonio naturalistico presente sull’isola”.

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