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Praia a Mare e Cetraro: risonanza magnetica, l'invito ad ampliare il servizio. M5S sta con Sollazzo

I Cinque stelle raccolgono l'appello denuncia del dottor Sollazzo, medico radiologo e sindacalista Confial sull'utilizzo della Risonanza magnetica e non solo



PRAIA A MARE – 14 dic. 22 - Gli attivisti dell’alto Tirreno cosentino del movimento Cinque stelle hanno raccolto l'allarme lanciato nei giorni scorsi dal dottor Simone Sollazzo, medico radiologo e responsabile sindacalista Confial. Una denuncia ben precisa quella del sindacalista che, fra l'altro, scriveva: “Non tutti sanno, forse, che nei due ospedali di Cetraro e Praia a Mare, se così possiamo ancora definirli, sono presenti due macchine di Risonanza magnetica ad alto campo (1,5 T). Con queste strumentazioni si possono effettuare esami altamente specialistici dei vari distretti corporei dando risposte importanti alle necessità sanitarie dei pazienti dell'alto tirreno cosentino e non solo”. E lanciava un appello a sindaci, sindacati e associazioni di settore: “ormai siamo talmente abituati a questa malasanità che non solleviamo neanche più la testa per scoprire quanto sia oscena nel suo stato di abbandono, soccombendo alle ingiustizie in un perenne stato di rassegnazione”. Il rappresentante della Confial, sosteneva che: “Con una sana e funzionale gestione sanitaria si effettuerebbero esami dalle 8 alle 20; in altre regioni virtuose anche oltre, in regime di prestazioni aggiuntive, invece dalle nostre parti può perfino accadere che un guasto tecnico venga risolto dopo mesi, come accaduto prima dell’estate con un fermo di circa tre mesi per entrambi gli apparecchi di Praia a Mare e Cetraro.




Il dottor Simone Sollazzo

Tali disservizi – spiegava Simone Sollazzo - non accadrebbero mai in strutture sanitarie private e/o convenzionate, dove non è assolutamente consentita una gestione a perdere, mentre nel pubblico non c’è minimamente attenzione manageriale poiché in effetti nessuno paga di tasca propria il mancato utilizzo delle macchine”. I Cinque stelle evidenziano la denuncia del radiologo e sindacalista. Il gruppo di attivisti M5S che si riuniscono da oltre un anno in vista della costituzione del Gruppo Territoriale Alto Tirreno Cosentino fanno sapere: “Ci siamo rivolti anche all’On. Cafiero De Raho che molto si è speso per la Calabria mentre ricopriva il precedente incarico e perché tuttora molto legato alla nostra Regione che ha girato in lungo in largo durante la campagna elettorale. La nostra azione, non può essere, però solo politica, è venuto il momento in cui le autorità competenti (Procura della Repubblica e Corte dei Conti) verifichino se vi siano profili di responsabilità personali e se ne paghino le conseguenze.



A rimetterci – affermano i Cinque stelle - non può essere sempre e solo il cittadino comune, non solo in termini di spese, magari anche per via dell’emigrazione sanitaria o per velocizzare diagnosi non rinviabili, ma anche in termini di perdita di vite umane”. In tre punti riassumono le iniziative da intraprendere sul caso sollevato dal dottor Sollazzo: “Sia garantita la continuità ed il funzionamento ordinario del servizio diagnostico di risonanza magnetica da lunedì a sabato, nonché la manutenzione ordinaria e straordinaria delle apparecchiature diagnostiche di risonanza magnetica (e non solo di queste) esistenti nei fu presidi ospedalieri di Cetraro e Praia a Mare; sia assicurato un contingente adeguato di personale medico e ausiliario al servizio per garantire la continuità delle prestazioni, mediante assegnazione di risorse umane e materiale improntata a criteri di efficienza ed efficacia. Sia data la possibilità agli abitanti di questi territori economicamente e strutturalmente svantaggiati di usufruire della sanità pubblica, senza essere costretti a ricorrere a strutture private che lucrano su questa vergognosa situazione, nonostante sentenze del Consiglio di Stato ignorate da vari anni e il non rispetto della “golden hour” nei casi di emergenza-urgenza. Le persone decedute o costrette a migrazione sanitaria hanno raggiunto numeri intollerabili per un territorio che fa parte di una Nazione europea”.



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