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Operazione Panta Rei: sequestro dei depuratori a Reggio Calabria per disastro ambientale

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  • 13 ore fa
  • Tempo di lettura: 2 min
Carabinieri NOE davanti all'impianto di depurazione di Ravagnese, Reggio Calabria


Il Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri blocca la Idrorhegion: sigilli a 7 impianti per un valore di 10 milioni di euro



26 gennaio 2026




Nelle prime ore di oggi 26 gennaio 2026, i Carabinieri del NOE di Reggio Calabria e Roma hanno dato esecuzione a un decreto di sequestro preventivo d'urgenza a Reggio Calabria nei confronti della società Idrorhegion S.C.A.R.L., nell'ambito dell'operazione denominata "Panta Rei". L'indagine, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia (DDA), mira a far luce su una gestione sistematicamente illecita dei sette impianti di depurazione cittadini, accusati di sversare reflui non trattati nel mare calabrese per abbattere i costi di gestione e frodare l'ente comunale.





Sequestro depuratori Reggio: le indagini della DDA e del NOE

L'inchiesta è scattata a seguito di gravi anomalie riscontrate negli impianti di Ravagnese e Catona. Grazie a sistemi di videosorveglianza, monitoraggi aerei del Nucleo Elicotteri di Vibo Valentia e consulenze tecniche, gli inquirenti hanno delineato un quadro di "gestione illecita dei rifiuti". Secondo l'accusa, i fanghi di depurazione venivano depositati in aree non autorizzate, evitando i corretti processi di smaltimento previsti dai titoli ambientali.



Acque reflue e sversamenti: i rischi del mancato sequestro depuratori Reggio

Il cuore dell'operazione "Panta Rei" riguarda il superamento dei limiti tabellari chimico-fisici e microbiologici. Le analisi hanno confermato che le acque immesse nel corpo recettore (il mare) non subivano il trattamento necessario. Questo sistema, volto a massimizzare i profitti della società concessionaria attraverso il risparmio sulle spese operative, avrebbe garantito un ingiusto vantaggio economico a danno dell'ambiente e della salute pubblica.

Il valore complessivo dei beni sequestrati, che includono infrastrutture mobili e immobili, ammonta a circa 10 milioni di euro. È importante sottolineare che, nel rispetto dei diritti degli indagati, il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e la colpevolezza sarà accertata solo con sentenza irrevocabile.



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