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Massoneria e appalti: le indagini e i risvolti politici a Belvedere

L'attività degli investigatori punta a far luce su stranezze rilevate in tema di gare d'appalto e sulle riunioni e le presunte spartizioni fra gli indagati


SCALEA – 29 gen. 21 - Massoneria, politica appalti publici nei comuni, la vicenda giudiziaria sotto la lente d'ingrandimento della magistratura di Paola, dalla provincia di Cosenza si estende anche in Basilicata, come è noto. Gli indagati sono 18, lo ricordiamo, ed il blitz di mercoledì scorso ha interessato i comuni di Belvedere Marittimo, Aieta, Scalea, Guardia Piemontese e in Basilicata anche Moliterno, oltre agli uffici della Provincia di Potenza. Una situazione che appare in piena evoluzione. Perché nella giornata di mercoledì si sono svolte diverse perquisizioni e sequestri di materiale ritenuto utile alle indagini, che sono ancora aperte, e che potrebbero allargarsi ulteriormente coinvolgendo altri personaggi e prendendo in esame altre vicende poco chiare.



GLI INTERROGATORI

C'è da dire che gli interrogatori dovrebbero svolgersi già nei primi giorni della prossima settimana. La Procura di Paola, con a capo il Procuratore Pierpaolo Bruni, sentirà gli indagati, alcuni di questi, o forse la maggior parte, potrebbero scegliere di avvalersi della facoltà di non rispondere. A quanto pare, infatti, non avrebbero in mano tutti gli elementi per poter rispondere compiutamente alle ipotesi di coinvolgimento nei fatti, formulate dal pm. Fra i legali chiamati a difendere alcuni degli indagati ci sono: Francesco Liserre, Alessandro Gaeta, Luigi Crusco.

Sono almeno dieci gli episodi, al momento, contenuti negli atti che sono stati consegnati agli indagati in occasione delle attività di perquisizione e sequestro nelle abitazioni, negli uffici e nei veicoli, nelle disponibilità dei 18 tecnici e professionisti. In Basilicata, fra gli altri episodi, si legge agli atti di una vicenda accaduta a Moliterno, in provincia di Potenza. Sei indagati dovranno spiegare ai giudici perchè nella qualità di professionisti ingegneri e architetti, in concorso tra loro, e con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso avrebbero posto in essere condotte manipolatorie finalizzate a turbare la Gara relativa alla “Valutazione della vulnerabilità sismica dell’Istituto tecnico commerciale del Comune di Moliterno (PZ)”.

A SCALEA LAVORI DA COMMISSIONARE AL NIPOTE

Ma a Scalea, per esempio, viene contestato un episodio, che si sarebbe verificato ad ottobre dello scorso anno. Il responsabile dell’ufficio tecnico del Comune di Scalea, per l’esercizio delle sue funzioni e, segnatamente, per avere riservato “un occhio di riguardo” rispetto all’adozione di un provvedimento amministrativo a favore di una indagata. Quest'ultima doveva eseguire lavori di ristrutturazione presso la propria abitazione e intendeva usufruire degli incentivi statali pari al 110% del valore, pur risultando l’abitazione, almeno in parte abusiva, (e quindi per l’adozione di un atto contrario ai doveri di ufficio), accettava la promessa, in realtà sollecitata dal tecnico stesso, affinchè l'indagata affidasse l’utilità consistente nell’assegnazione dell'incarico afferente il progetto di ristrutturazione in questione al nipote del tecnico comunale.

BELVEDERE LA SITUAZIONE POLITICA

A Belvedere Marittimo, la vicenda potrebbe anche generare una crisi politica dell'amministrazione comunale. Fra gli indagati, infatti, sono presenti gli assessori Marco Liporace, ai lavori pubblici e viabilità, e Vincenzo Cristofaro, urbanistica e decoro urbano. Bisognerà vedere come si evolverà la situazione, sia dal punto di vista politico, ma anche successivamente, in base alle determinazioni dell'autorità giudiziaria, potrebbe scattare qualche provvedimento che potrebbe riguardare la sfera amministrativa. C'è poi anche la responsabile dell’ufficio tecnico comunale, Paola di Stio.



I LAVORI NELLA SCUOLA DI BELVEDERE

Nelle vicende in esame, compare poi un fatto del settembre dello scorso anno che riguarda tre indagati e, quindi, il settore tecnico del comune di Belvedere Marittimo, la parte politica e un imprenditore. Si sottolineano presunte “collusioni consistite nel concordare, in un primo momento, due indagati, e, successivamente, anche con un terzo indagato, l’indicazione di due ditte ritenute compiacenti da invitare alla gara alla quale non avrebbero dovuto partecipare. Nella piattaforma Mepa sarebbero state inserite due ditte che non avevano partecipato alla gara. Gli indagati avrebbero posto in essere condotte finalizzate a turbare la gara relativa a “Fondi strutturali europei - programma operativo nazionale per la scuola, competenze e ambienti per l’apprendimento 2014-2020 -Asse II - Infrastrutture per l’istruzione - avviso pubblico per gli interventi di adeguamento e di adattamento funzionale degli spazi e delle aule didattiche in conseguenza dell’emergenza sanitaria da Covid-19”.

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