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Il "Re del pesce", Franco Muto torna a Cetraro. Concesso il differimento della pena

Accolta l'istanza dell'avvocato difensore Michele Rizzo presentata al tribunale di Sorveglianza di Sassari



CETRARO - 11 feb. 23 - Il “Re del pesce”, il boss di Cetraro Franco Muto, 83 anni, torna in Calabria a Cetraro. Nella tarda serata di ieri è tornato in in libertà. Era rinchiuso nel carcere di massima sicurezza di Sassari. La decisione, a seguito di un'istanza presentata al tribunale di Sorveglianza di Sassari dall’avvocato difensore, Michele Rizzo del foro di Paola. Il tribunale ha accolto le richieste inviate tenendo anche in considerazione le condizioni di salute del boss Muto e l'età, difficilmente compatibile con il regime carcerario. Infatti, l'avvocato difensore Michele Rizzo, nella relazione, ha evidenziato come le condizioni di salute del suo assistito non possano essere più compatibili con la vita in cella. Nei giorni scorsi erano emerse, in una relazione, le gravi patologie che avrebbero causato un peggioramento delle condizioni fisiche del detenuto. E' stata anche evidenziata un’informativa del 22 dicembre scorso, nella quale i carabinieri confermavano come nel periodo della detenzione domiciliare Muto, avrebbe mantenuto la buona condotta seguendo le prescrizioni impartite.



Franco Muto è destinatario di un provvedimento del tribunale di Sorveglianza di differimento della pena. La legge prevede due tipi di rinvio dell’esecuzione della pena: uno obbligatorio, al quale il giudice non può sottrarsi, e uno facoltativo, che può essere concesso solamente se il giudice ritiene meritevole di accoglimento la richiesta. Il giudice competente è il tribunale di sorveglianza, anche se in prima battuta, in attesa che si esprima il tribunale collegiale, può decidere immediatamente il magistrato di sorveglianza. Il provvedimento conserva effetto fino alla decisione del tribunale, al quale il magistrato di sorveglianza trasmette immediatamente gli atti.

Il boss Franco Muto, sta scontando una condanna a 20 anni di carcere, inflitta nel corso del processo scaturito dall'operazione “Frontiera”. L'attività di indagine coordinata dalla Dda di Catanzaro, conclusa il 19 luglio 2016. L'operazione, svolta principalmente sulla fascia del Tirreno cosentino, era mirata proprio a colpire gli “affari” della cosca Muto di Cetraro. La sentenza divenuta definitiva dopo il pronunciamento della Corte di Cassazione lo scorso 15 settembre 2022, per l'operazione “Frontiera” aveva condotto Franco Muto in carcere, nell'istituto di massima sicurezza: la casa circondariale “Giovanni Bachiddu”in località Bancali, frazione del comune di Sassari, un carcere di nuova edificazione, aperto nel 2013, con un braccio riservato al 41 bis.





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