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Dissesto a Cetraro: convocato il consiglio richiesto dalla minoranza

Aggiornamento: 23 apr

Il vicesindaco ha convocato il consiglio comunale di Cetraro richiesto dalla minoranza per discutere sul dissesto finanziario e per eleggere il presidente del consiglio


Il vicesindaco ha convocato il consiglio comunale di Cetraro richiesto dalla minoranza per discutere sul dissesto finanziario e per eleggere il presidente del consiglio

Cetraro, 19 aprile 2024 – E' stato convocato il consiglio comunale richiesto dai consiglieri di minoranza che ha le intenzioni di voler fare marcia indietro rispetto alla dichiarazione di dissesto finanziario a Cetraro. La convocazione è a firma del vicesindaco, Tommaso Cesareo. Come è noto il presidente del consiglio comunale, Giovanni Rossi, ha recentemente rassegnato le dimissioni dall'incarico, proprio in occasione della dichiarazione di dissesto finanziario. La seduta pubblica straordinaria del consiglio comunale è convocata per il prossimo 23 aprile, a partire dalle ore 10.00, ed in seconda convocazione per il giorno successivo, dalle ore 11.00 al palazzo Lopiano. I punti all'ordine del giorno sono due: la nomina del nuovo presidente del consiglio comunale e l'annullamento in via di autotutela della delibera avente ad oggetto: "dichiarazione di dissesto finanziario, adottata nella seduta consiliare del 6 aprile 2024”.

 

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I consiglieri di minoranza, firmatari della richiesta di convocazione sono: Giuseppe Aieta, per “Cetraro in Azione”; Angelo Aita di “Progetto e Sviluppo”; Benedetta Saulo del “Partito Socialista Italiano”, Massimiliano Vaccaro di “Italia Viva”; e Lorena Matta di “Noi Moderati”. Ritengono che si debba invalidare quanto deliberato nel corso dell'ultimo consiglio comunale, quindi la dichiarazione del dissesto finanziario, tenendo in considerazione la norma che prevede che la partecipazione del revisore nella seduta consiliare, secondo i consiglieri di minoranza, è da ritenersi obbligatoria, al fine di consentire a ciascun consigliere di poter verificare e chiedere allo stesso professionista i necessari chiarimenti: “la richiesta partecipazione – scrivono - è volta a rideterminare una eventuale riduzione del debito per calcoli errati, per debiti fuori bilancio iscritti nelle altre passività ma non riconosciuti dall’Ente, per liti potenziali ecc. è evidente che la richiesta di annullamento, in via di autotutela, della delibera di dichiarazione del dissesto, debba ritenersi, sia in fatto che in diritto, legittima in quanto posta a tutela dell’interesse pubblico e dell’autonomia gestionale dell’ente comunale e finalizzata a garantire il diritto all’equa imposizione fiscale in relazione alla capacità contributiva personale, all’istruzione e all’educazione, alla tutela della salute. Inoltre – concludono - la paralisi dell’azione amministrativa non consentirebbe di dare risposte neanche in merito ai servizi essenziali da rendere ai cittadini (mensa, servizio pubblico, spazzatura) né di supportare e promuovere le aggregazioni sociali o di compiere opere e lavori di primaria importanza”.


 

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La situazione del dissesto, lo schema della maggioranza

In un breve video, una serie di slide che riassumono la situazione finanziaria del comune di Cetraro. Lo ha diffuso la maggioranza per spiegare e informare i cittadini sul problema che da giorni è in discussione in città. Si parte da un debito di 5 milioni e 75mila euro; i debiti fuori bilancio sono pari a un milione e 590mila euro, circa. Gli interessi per ritardato pagamento ammontano a 250mila euro; il piano del disavanzo a poco più di due milioni di euro.


La situazione finanziaria attuale rivela un fondo per il contenzioso di 657mila euro con circa 235mila euro ddi debiti verso Arrical. “Nel 2016 – si legge - il comune di Cetraro aveva già maturato con Enel un conto salatissimo, nel 2019 stessa situazione. In mezzo, altri due anni di bollette inevase, tutte inviate regolarmente, sia da Enel che da altri fornitori che si sono succeduti nei quattro anni, al comune di Cetraro che non ne ha pagata nemmeno una”. Il debito sulle bollette per l'energia elettrica, nel dettaglio, ammonta a 405mila euro, 255 mila euro, 528mila euro, 600mila euro; insomma, poco meno di due milioni di euro.


Un passaggio della relazione del responsabile dell'ufficio finanziario: “Tutto ciò premesso, considerato e rilevato – si legge - che l'ente non è più in grado di ristabilire gli equilibri di bilancio secondo uno schema di 'recupero ordinario' non potendo riutilizzare per la copertura del disavanzo e per la copertura del debiti fuori bilancio il fondo di rotazione. Si ritiene, come ultima strada, per il ripristino degli equilibri di bilancio, di dover procedere alla dichiarazione di dissesto finanziario, al fine di evitare ulteriori aggravi della massa passiva”.


Nei giorni scorsi, la consigliera Gabriella Luciani di Forza Italia aveva invitato tutti ad appellarsi alla “responsabilità”: “Solo serrando le fila, attraverso un impegno costante e unitario, possiamo aspirare a ristabilire l'equilibrio finanziario. È il momento di dimostrare che, al di là delle difficoltà in campo, possiamo elevare lo standard di gestione e governance, riaffermando il nostro impegno verso la comunità”. I consiglieri di minoranza, invece, come è noto chiedono di fare un passo indietro e annullare la delibera di dichiarazione del dissesto finanziario.

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