Diamante, diffamazione aggravata atti restituiti al pubblico ministero

Coinvolti l'avvocato Domenico Oliva al tempo presidente della Misericordia di Diamante e la polizia municipale

DIAMANTE – 17 lug. 20 Atti restituiti al Pubblico ministero e processo annullato. Una complessa vicenda che risale al mese di agosto del 2014 innescata da una multa fatta dalla Polizia municipale ad una ambulanza dell'associazione coordinata dall'avvocato Domenico Oliva. Ieri, il Tribunale Penale di Paola, in diversa composizione, ha accolto le questioni procedurali, già sollevate dagli avvocati Giovanni De Pietro e Francesco Liserre, difensori del loro collega, avv. Domenico Oliva, ed ha annullato il processo a carico di quest’ultimo disponendo la restituzione degli atti al Pubblico ministero, cancellando, di fatto, anni di indagini e di istruttoria dibattimentale. Gli avvocati Liserre e De Pietro, hanno riproposto, grazie ad una recente e ben nota sentenza delle Sezioni unite penali della Suprema Corte di Cassazione, le medesime questioni procedurali, già rigettate dal primo Giudice ma questa volta interamente accolte dal Tribunale in diversa composizione. L’avvocato Domenico Oliva di Diamante, all'epoca dei fatti presidente della locale Misericordia, doveva rispondere del reato di diffamazione aggravata a danno della Polizia municipale di Diamante. Dopo l'episodio della contravvenzione ad un’ambulanza della Misericordia, dell'agosto 2014, sarebbero apparsi, su internet e sulla stampa locale, articoli ritenuti gravemente diffamatori nei confronti della Polizia municipale, riconducibili, secondo la pubblica accusa, all’avvocato Oliva. Nei medesimi articoli, ricordano gli avvocati Liserre e De Pietro, che, all’epoca dei fatti, suscitavano notevole clamore e sdegno tra i numerosi turisti presenti nella cittadina dei Murales, si denunciavano presunte violazioni che sarebbero state commesse dai vigili diamantesi: “talvolta, estremamente ligi nell’elevare contestazioni, per giunta nei confronti di un’ambulanza ma, tante volte, distratti dal contestare numerose e ben più gravi violazioni”. Secondo quanto si faceva rilevare all'epoca, si sarebbero evidenziate situazioni particolari relative allo stesso “parcheggio selvaggio” che veniva contestato alle ambulanze, anche per autovetture private nella zona oggetto di contestazione. “La vicenda – come ricordano i legali - naturalmente, aveva innescato una sorta di guerra tra le associazioni facenti capo all’avvocato Oliva e il Corpo della Polizia municipale, facendo emergere anche delle forti criticità con le locali forze politiche”.

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