Diamante, richiesta di accesso agli atti sul caso dell'acqua non potabile
- 9 ore fa
- Tempo di lettura: 2 min
Dubbi sulla qualità dell’acqua: richiesta chiarimenti dopo ordinanza e analisi contrastanti

9 aprile 2026
A Diamante, il consigliere comunale di minoranza Antonio Cauteruccio ha presentato una richiesta di accesso agli atti per chiarire la qualità dell’acqua potabile, dopo il divieto imposto il 20 marzo 2026 e successive comunicazioni contrastanti. L’obiettivo è fare luce su analisi, decisioni e tempi per la revoca dell’ordinanza.
Il divieto e le analisi: cosa è successo
Il nodo nasce dall’ordinanza sindacale del 20 marzo 2026, con cui il Comune ha vietato l’uso dell’acqua della rete idrica per scopi potabili nel centro urbano, in via Poseidone e nelle località Fragalleto, Piane fino a Pietrarossa.
Il provvedimento è stato adottato sulla base delle analisi effettuate dall’Asp di Cosenza e dall’Arpacal, che avevano evidenziato criticità tali da imporre il divieto per il consumo umano.
Tuttavia, pochi giorni dopo, il 23 marzo, una comunicazione istituzionale dell’ente ha introdotto un elemento diverso: analisi eseguite da un laboratorio privato avrebbero indicato valori nella norma, con acqua dichiarata potabile.
Una valutazione che però non ha prodotto effetti immediati. Il Comune ha infatti precisato che per revocare l’ordinanza sarebbe stato necessario il via libera dell’Azienda sanitaria provinciale.
Ordinanza ancora in vigore: il punto al 2 aprile
La situazione è rimasta invariata anche il 2 aprile 2026, quando l’ente ha confermato che “allo stato non sussistono ancora le condizioni per procedere alla revoca dell’ordinanza sindacale N.16/2026”.
Nella stessa comunicazione si legge che il provvedimento “rimane efficace sino a nuova disposizione”, pur evidenziando che “le analisi effettuate dall’Asp non presentano difformità da un punto di vista della carica batterica”.
Un quadro che ha contribuito ad alimentare dubbi e interrogativi tra i cittadini.
La richiesta di accesso agli atti di Cauteruccio
È proprio la sequenza di atti e comunicazioni a spingere il consigliere Antonio Cauteruccio (gruppo “Progresso”) a chiedere chiarezza.
Nella richiesta formale, presentata l’8 aprile, si evidenzia come la diffusione di dati apparentemente contrastanti abbia generato “un’oggettiva situazione di incertezza e disorientamento nella popolazione”.
Secondo il consigliere, ciò “non consente ai cittadini di comprendere in modo chiaro ed univoco lo stato effettivo della qualità dell’acqua erogata”.
Quali documenti vengono richiesti
Nel dettaglio, l’istanza punta ad acquisire:
Documenti richiesti | Contenuto |
Analisi Asp e Arpacal | Esiti che hanno portato al divieto |
Analisi laboratorio privato | Risultati successivi con valori nella norma |
Monitoraggi successivi | Verifiche dopo il 20 marzo |
Pareri e note Asp | Indicazioni sanitarie ufficiali |
Relazioni tecniche | Stato della rete idrica |
Iter revoca ordinanza | Condizioni e tempi per il ripristino |
Il consigliere chiede inoltre chiarimenti su eventuali criticità nella rete, tra serbatoi, condotte e fonti di approvvigionamento.
Trasparenza e salute pubblica: il nodo politico
Alla base della richiesta, viene sottolineato, c’è un tema centrale: “la qualità dell’acqua destinata al consumo umano costituisce materia di rilevante interesse pubblico, direttamente connessa alla tutela della salute collettiva”.
L’obiettivo dichiarato è ottenere “una ricostruzione puntuale, completa e trasparente dei fatti e dei presupposti tecnico-sanitari”.
Una vicenda che resta aperta e che riguarda un servizio essenziale per la comunità di Diamante, ancora in attesa di indicazioni definitive sulla potabilità dell’acqua.






























