Corigliano Rossano, lunghe file e assembramenti alle poste

Italia viva chiama in causa il comune per un intervento risolutivo a favore dei più deboli


CORIGLIANO ROSSANO - 30 giu. 21 - “Con l’arrivo della stagione estiva sono ancora più evidenti le carenze nell’ offerta di Poste Italiane sul nostro territorio: le misure anti-covid che prevedono l’ingresso contingentato sono solo la punta dell’iceberg di una serie di disservizi che creano malumori nell’utenza costretta a lunghe attese e assembramenti sotto il sole in attesa del proprio turno. Attesa che molto spesso vede come protagonisti le persone più fragili, gli anziani, che con le temperature degli ultimi giorni, la mancanza di posti all’ombra e di posti a sedere sono costretti a patire non solo un disagio, ma un vero e proprio pericolo”. E' l'intervento di Italia viva di Corigliano Rossano che invoca una battaglia di civiltà per risolvere il problema delle lunghe code davanti agli uffici postali che, in questo particolare periodo si traducono in assembramenti.



“Preso atto che Poste italiane ha quasi totalmente cambiato volto nel corso degli anni, scegliendo di preferire l’erogazione telematica a quella manuale di parte dei propri servizi - scrive Italia viva Corigliano Rossano - di contro però non ci sembra che sia intervenuta per rendere più confortevole il settore accoglienza in varie zone del territorio meridionale, come meriterebbe un paese civile, per coloro i quali continuano a usufruire degli sportelli fisici.

Se è vero che la digitalizzazione è elemento necessario per il processo di modernizzazione di un territorio come il nostro, già sofferente di un gap rispetto al resto d’Italia e d’europa, è anche vero però che il progresso non può lasciare indietro una parte consistente della popolazione che è impossibilitata ad accedervi in maniera facilitata.



Chiediamo - conclude Italia viva - quindi all'amministrazione comunale di intercedere con la direzione centrale delle Poste per 1) aumentare gli sportelli a Corigliano-Rossano e frazioni; 2) adeguarli in modo che abbiano le caratteristiche di locali comodi, confortevoli e rispettosi della clientela, della cittadinanza, fra cui i tanti anziani e pensionati.

Anche questa è una battaglia di civiltà, di riscatto di una comunità che chiede di non essere considerara di serie b. Anche la Calabria è Italia. Tutto il meridione lo è. Come lo è Corigliano- Rossano, la cui comunità chiede di essere considerata al pari di quelle dei comuni del Nord Italia”.



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