Consorzio ex Valle Lao: "esame di coscienza" dei delegati. La lunga replica ai sindacati

I tre milioni di euro che pesano sul bilancio dell'ente sono da individuare nelle "vecchie gestioni”



SCALEA – 11 nov. 22 - “L'esame di coscienza” del consiglio dei delegati del Consorzio di bonifica dei bacini tirrenici, meglio conosciuto come “Valle Lao”. Nei giorni scorsi si era sviluppato un “botta e risposta” fra sindacati e consorzio sulla situazione relativa al pagamento degli stipendi ai dipendenti, ma anche sulla particolare situazione debitoria dell'ente di bonifica. Quest'ultima è spaventosamente appesantita da due decreti ingiuntivi: uno della Sorical spa per più di tre milioni di euro, per la precisione 3.041.409 euro; e l'altro di Enel energia per più di 200mila euro, per la precisione 262.224,89 euro. Il consiglio dei delegati, in un lungo documento, chiarisce che tale situazione è generata da fatti riconducibili a precedenti amministrazioni, anche se il problema resta e pone in seria difficoltà la gestione attuale. Altro, poi, potrebbe essere la ricerca di eventuali “responsabilità”. In risposta al sindacato, il consiglio ritiene che debbano essere fornite delle spiegazioni, per quanto note alle sigle sindacali, ma forse non ai cittadini.



GLI STIPENDI ARRETRATI

“Gli stipendi arretrati - precisano subito - sono 5 e non 6, come invece riportato dai sindacalisti. Ad oggi sono solo 3, stante l’avvenuto pagamento di 2 mensilità nella scorsa settimana. Sul debito nei confronti della Sorical, che i sindacati rilevano con stupore e meraviglia, mentre dovrebbero esserne a conoscenza da molto prima del nostro insediamento del 2019, precisiamo che tale debito è generato dal mancato pagamento dei consumi di acqua, da parte dell’ente e di chi lo ha amministrava, a far data dal 2002 al 2019. Ricordiamo agli stessi sindacati che solo questa amministrazione da quando si è insidiata ha corrisposto il pagamento alla Sorical per gli anni dal 2020 al 2022. La stessa cosa – evidenziano dal Consorzio - è a dirsi per il debito generato con l’Enel che è frutto di passate gestioni.



LE "OMISSIONI" DEI SINDACATI

Gli stessi sindacati omettono di comunicare, in merito alle transazioni, pure attivate da questa amministrazione, con i dipendenti consortili, da cosa scaturiscono. Omettono di comunicare delle tante e troppe vertenze mosse contro il Consorzio proprio da quei dipendenti, da loro difesi, e pregiudizievoli sotto il profilo economico per l’Ente, verosimilmente anche per la critica gestione del contenzioso e della difesa dell’Ente. Omettono, infatti, di comunicare che la mancata opposizione ad alcune vertenze ha generato un debito nelle casse dell’ente pari ad un milione di euro oltre al riconoscimento di centinaia di migliaia di euro per spese e competenze legali che questa amministrazione ha dovuto riconoscere. Omettono, o si dimenticano, di dire cosa hanno fatto per evitare che si arrivasse a tanto. Parlano di maestranze e professionalità all’interno dell’ente, pur nella consapevolezza, ampiamente discussa con i sindacati, che quelle presenti in questo ente se da un lato hanno contribuito con l’attivazione di cause civili, ad affaticare l’ente, dall’altro non sono state in grado, negli ultimi trenta anni, di ideare e portare avanti una programmazione, anche tecnico-progettuale, volta a dare sviluppo alle funzioni del Consorzio, ragione per cui si è dovuto fare ricorso all’esterno con la speranza di rilanciare l’Ente”.



L'ESAME DI COSCIENZA

Il consiglio dei delegati, in un certo senso bacchetta i sindacati, in quanto ritiene che negli ultimi trenta anni: “avrebbero dovuto e potuto segnalare ipotesi di risanamento economico dell’ente anziché limitarsi a reclamare gli stipendi senza chiedersi da dove provengano o possano provenire i fondi per il pagamento degli stessi”. L'esame di coscienza prosegue: “Come amministrazione di questo Ente, ci vergogniamo anche noi di tale situazione, che abbiamo ereditato, quella di non poter utilizzare maestranze interne perché il più delle volte non capaci, spesso inutili, assunti senza cognizione tantomeno concorso, ma comunque da retribuire e che rappresentano un peso economico non più sostenibile, tutti aspetti, questi, ben noti ai sindacati reclamanti. La nostra amministrazione ha trovato un ente molto appesantito da impiegati che non si impegnano o che fanno finta di farlo, uffici che lavorano ai quali va riconosciuto il merito e altri che non producono molto, o che non producono nulla ed altri ancora che non hanno le capacità per i posti che occupano, ma tutto ciò e ben noto ai sindacati che scrivono.



Siamo consapevoli delle difficoltà in cui versa l’ente, ma abbiamo cercato in questi anni di garantire, soprattutto il fondamentale servizio agli agricoltori, mettendo in atto un programma di progettazione a vasto raggio che coinvolge tutti i territori del nostro comprensorio, anche quelli del sud, in quanto l’ente era fermo da ben oltre 20 anni, pur avendo trascorso il maggior tempo, di questi primi due anni dall’insediamento, a difenderci dagli attacchi giudiziari dei diversi ricorsi, decreti ingiuntivi e pignoramenti degli stessi dipendenti dell’ente che, nel loro intento di perseguire spettanze arretrate provenienti da cause oggi transatte, mettono a repentaglio la liquidità necessaria per le paghe. In tutto questo – conclude il consiglio dei delegati - abbiamo cercato, nonostante le migliaia di difficoltà, e quasi con acrobazie, di cercare di essere quanto più puntuali possibili nell’erogare gli stipendi, nel rispettare gli impegni assunti verso tutti, e ciò scienti gli stessi sindacati che scrivono, ai quali, in parte anche dipendenti dell’ente, chiediamo di fare loro un esame di coscienza su quanto riportato nell’articolo di stampa, che conoscono benissimo la situazione economica attuale ed anche quella precedente al nostro insediamento e magari potrebbero chiarire quale contributo è stato dato dalla loro presenza all’interno dell’ente o al contrario se avessero contribuito a ridurre l’ente in questa situazione.