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Blitz a Cetraro, caso Occhiuzzi: sequestrati 40mila euro nel "magazzino blu"

  • 23 mar
  • Tempo di lettura: 2 min

La DDA di Catanzaro colpisce il gruppo criminale locale: i Carabinieri scovano il tesoro a Cetraro dopo aver intercettato un cellulare in carcere in uso a Luca occhiuzzi


Militari dei Carabinieri durante un'operazione di sequestro di denaro contante in un locale del centro storico


23 marzo 2026 - Ore 14.53




I Carabinieri del Comando Provinciale di Cosenza, coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) di Catanzaro, hanno eseguito il 18 marzo 2026 una perquisizione mirata nel centro storico di Cetraro, portando al sequestro di quasi 40.000 euro in contanti. L'operazione scaturisce dall'individuazione di un "magazzino blu" utilizzato per occultare proventi illeciti, riconducibili a Luca Occhiuzzi, detenuto nel carcere di Santa Maria Capua Vetere con l'accusa di associazione mafiosa e tentato omicidio.




Le indagini: il cellulare nel carcere di Santa Maria Capua Vetere

L'inchiesta ha svelato un pericoloso varco nella sicurezza carceraria. Nonostante la detenzione, Luca Occhiuzzi — arrestato il 15 febbraio 2025 dopo un periodo di latitanza — aveva la disponibilità di un telefono cellulare. Attraverso questo dispositivo, l'uomo riusciva a scambiare informazioni sensibili per il gruppo criminale di riferimento operante nell'area di Cetraro.

L'analisi tecnica condotta dai militari del Nucleo Investigativo ha permesso di monitorare le conversazioni tra l'indagato e una giovane donna legata a lui sentimentalmente. Proprio queste intercettazioni hanno fornito agli inquirenti la "chiave" per localizzare il nascondiglio.




Il "magazzino blu" nel centro storico di Cetraro

Nelle chat esaminate, Occhiuzzi faceva ripetuto riferimento a un "magazzino blu", esprimendo sollievo per il fatto che tale locale non fosse ancora stato individuato dalle forze di polizia. Tale dettaglio ha permesso ai Carabinieri della Compagnia di Paola di mappare l'area urbana e identificare con certezza l'immobile.

Durante l'irruzione del 18 marzo, i militari hanno rinvenuto le mazzette di banconote per un valore complessivo di circa 40.000 euro. Il denaro è stato immediatamente posto sotto sequestro, in quanto ritenuto dagli inquirenti il provento delle attività delittuose ascritte all'organizzazione mafiosa operante sul territorio.




Profilo criminale e contesto giudiziario

Luca Occhiuzzi è attualmente imputato davanti al Gup del Tribunale di Catanzaro. La sua figura è emersa con forza nelle cronache giudiziarie calabresi a seguito della sua fuga per sottrarsi a un'ordinanza di custodia cautelare per tentato omicidio aggravato dal metodo mafioso.

L'operazione odierna conferma la stretta sorveglianza della Procura della Repubblica di Catanzaro sulle dinamiche della criminalità organizzata nel cosentino, evidenziando come la capacità di comunicazione dei detenuti resti uno dei fronti più critici per il contrasto alle attività dei clan.



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