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Epatite A a Catanzaro, nuovi casi: trovati frutti di mare contaminati

  • 6 giorni fa
  • Tempo di lettura: 3 min

Epatite A, L'Asp individua a Catanzaro molluschi infetti in un ristorante del litorale: 14 accessi totali in ospedale


 Controllo sanitario su frutti di mare e molluschi bivalvi per prevenzione virus Epatite A




L'Azienda Sanitaria Provinciale (ASP) di Catanzaro ha confermato un focolaio di Epatite A originato dal consumo di frutti di mare contaminati in un ristorante del litorale catanzarese. Nelle ultime ore, due nuovi pazienti sono stati ricoverati nel reparto di Malattie Infettive dell'Azienda Ospedaliera Universitaria, portando a 4 il numero di persone attualmente monitorate e a 14 gli accessi complessivi registrati presso il presidio ospedaliero dall'inizio dell'emergenza.



L'indagine epidemiologica e i controlli dell'ASP

A seguito di un picco anomalo di casi, il Dipartimento di Prevenzione dell'ASP di Catanzaro ha avviato una ricerca capillare per individuare la fonte del contagio. In una prima fase, i tecnici hanno effettuato campionamenti sistematici sulla rete idrica comunale, i cui esiti sono risultati negativi, escludendo la presenza del virus nelle acque.

Successivamente, gli ispettori hanno concentrato l'attenzione sulle abitudini alimentari dei pazienti. Attraverso le anamnesi, è emerso un comune denominatore: la frequentazione di alcuni esercizi di ristorazione della zona costiera.



Sequestrata partita di molluschi infetti

Il nucleo ispettivo ha individuato una partita di frutti di mare contaminata all'interno di un ristorante situato sul litorale catanzarese. Gli accertamenti di laboratorio hanno confermato la positività dei campioni al virus dell'Epatite A.

Le autorità competenti hanno immediatamente proceduto a:

  • Segnalare l'esercizio alle autorità sanitarie e giudiziarie.

  • Avviare le procedure per la ricostruzione della filiera di approvvigionamento.

  • Identificare il fornitore originario per bloccare la distribuzione di eventuali altri lotti a rischio.




Sintomi e raccomandazioni sanitarie

L'Epatite A è un'infiammazione acuta del fegato causata dal virus HAV. La trasmissione avviene principalmente per via oro-fecale, spesso attraverso l'ingestione di acqua o cibi crudi (specialmente molluschi bivalvi come cozze e vongole). I pazienti attualmente ricoverati a Catanzaro presentano la sintomatologia tipica, che include ittero, febbre e spossatezza. Le autorità raccomandano massima cautela nel consumo di prodotti ittici crudi e invitano chiunque presenti sintomi sospetti a contattare il proprio medico curante.




Cos’è l’epatite A: sintomi, contagio e prevenzione

Cos’è l’epatite A

L’epatite A è una malattia infettiva del fegato causata dal virus HAV (Hepatitis A Virus). Si tratta di una forma di epatite generalmente acuta e non cronica, che nella maggior parte dei casi guarisce completamente senza danni permanenti al fegato.

L’infezione è diffusa in tutto il mondo e si trasmette principalmente attraverso cibo o acqua contaminati oppure tramite contatto con persone infette.


Cosa scrive il ministero della Salute sull'epatite A ecco il link ✅


Come si trasmette

Il virus dell’epatite A si trasmette per via oro-fecale, cioè quando si ingeriscono alimenti o bevande contaminati.

Le principali modalità di contagio sono:

  • acqua contaminata

  • frutti di mare crudi o poco cotti

  • frutta e verdura lavata con acqua contaminata

  • scarsa igiene delle mani

  • contatto stretto con persone infette

  • viaggi in Paesi con scarse condizioni igieniche



Sintomi dell’epatite A

I sintomi possono comparire dopo 2–6 settimane dal contagio e non sempre sono evidenti, soprattutto nei bambini.

I sintomi più comuni sono:

  • stanchezza

  • nausea e vomito

  • febbre

  • perdita di appetito

  • dolore addominale

  • urine scure

  • feci chiare

  • ittero (colorazione gialla di pelle e occhi)

  • prurito

  • malessere generale

Negli adulti i sintomi sono generalmente più evidenti rispetto ai bambini.



Quanto dura l’epatite A

La malattia dura generalmente:

  • 2–10 settimane nei casi lievi

  • fino a 2–3 mesi nei casi più lunghi

Nella maggior parte dei casi si guarisce completamente senza conseguenze.Solo raramente può causare complicazioni gravi, soprattutto in persone anziane o con malattie del fegato.



Cura e trattamento

Non esiste una cura specifica contro il virus dell’epatite A.Il trattamento consiste principalmente in:

  • riposo

  • alimentazione leggera

  • molta idratazione

  • evitare alcol e farmaci che affaticano il fegato

La guarigione avviene spontaneamente nella maggior parte dei casi.



Vaccino e prevenzione

Esiste un vaccino molto efficace contro l’epatite A, consigliato soprattutto a:

  • viaggiatori

  • operatori sanitari

  • persone che lavorano con alimenti

  • persone con malattie del fegato

  • familiari di persone infette

Per prevenire il contagio è importante:

  • lavare sempre le mani

  • bere acqua sicura

  • lavare bene frutta e verdura

  • evitare frutti di mare crudi

  • mantenere una buona igiene domestica



Quando rivolgersi al medico

È importante contattare il medico se compaiono:

  • pelle o occhi gialli

  • urine molto scure

  • forte stanchezza

  • nausea persistente

  • dolore al fegato

  • febbre

Una diagnosi precoce avviene tramite esami del sangue.



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