Cadaveri nel Tirreno cosentino: la Procura di Paola indaga sull'ipotesi naufragio migranti
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Ritrovamenti a Scalea, Amantea e Paola: cosa sappiamo sulla tragedia nel Tirreno cosentino
Nelle ultime due settimane, il rinvenimento di tre cadaveri lungo le coste del Tirreno cosentino ha fatto scattare l'allarme tra le autorità della Calabria. Tra l'8 e il 17 febbraio 2026, i corpi sono stati trascinati a riva dalle forti mareggiate a Scalea, Amantea e Paola. La Procura della Repubblica di Paola, guidata dal procuratore Domenico Fiordalisi, ha aperto un'inchiesta per accertare le cause del decesso e l'identità delle vittime, seguendo la pista di un possibile naufragio di migranti non segnalato.
Indagini della Procura sui cadaveri nel Tirreno cosentino
L'ufficio inquirente coordinato da Domenico Fiordalisi sta lavorando senza sosta per incrociare i dati. Sebbene non ci siano ancora prove definitive che colleghino i tre episodi a un unico evento catastrofico, l'ipotesi più accreditata resta quella di una tragedia del mare silenziosa.
"Al momento non abbiamo elementi per collegare i ritrovamenti a un naufragio in particolare", ha dichiarato il procuratore Fiordalisi, mantenendo il massimo riserbo sui dettagli istruttori. La dinamica suggerisce che le forti mareggiate di questi giorni abbiano spinto a riva i resti di persone cadute in mare da imbarcazioni di fortuna.
La cronologia dei ritrovamenti tra Scalea e Paola
Il bilancio dei ritrovamenti lungo il litorale è drammatico e si è concentrato in soli dieci giorni:
8 Febbraio: Primo corpo rinvenuto sulla spiaggia di Scalea.
12 Febbraio: Secondo ritrovamento sul litorale di Amantea.
17 Febbraio: Terzo cadavere individuato questa mattina a Paola.
A questi si aggiunge un ulteriore avvistamento avvenuto oggi a Tropea, nel vibonese, dove il corpo di una donna è stato scorto nello specchio d'acqua antistante la nota spiaggia "Le Roccette".
Autopsia e accertamenti sull'identità delle vittime
Per fare luce sulla natura dei decessi, la Procura di Paola ha disposto l'autopsia su tutte le salme. Gli esami autoptici saranno fondamentali per:
Verificare la presenza di eventuali segni di violenza.
Determinare il tempo di permanenza in acqua.
Estrarre il DNA per i tentativi di identificazione.
Le autorità stanno inoltre monitorando le segnalazioni di imbarcazioni scomparse nel Mediterraneo per dare un nome a quelli che, con alta probabilità, sono le ennesime vittime delle rotte migratorie.






































