Bonifati, la comunità saluta con affetto padre Giuseppe e Fra nazareno

Una cerimonia per i due frati presenti per 14 anni nella comunità di Bonifati ed ora diretti in altri luoghi d'Italia e del mondo per nuove missioni




BONIFATI – 15 ott. 21 - Quattordici anni nella comunità monastica “La piccola famiglia dell’Annunziata” di Bonifati, fondata da don Giuseppe Dossetti. Si conclude nel centro tirrenico la missione di Fra Nazareno e di padre Giuseppe chiamati in altre parti d’Italia e del mondo. Il saluto ufficiale è avvenuto, inevitabilmente, con la celebrazione di una Santa Messa. All'altare c'erano: don Giuseppe, don Mario Barbieri e don Sandro Gaudio. Il giovane parroco Don Guido Quintiero, padre spirituale di Bonifati, facendo gli onori di casa durante la Santa Messa ha voluto sottolineare: «Questa comunità li ha accolti e li ha amati dando loro la possibilità di operare la carità di incontrare tante persone, tanti luoghi e tanta sofferenza. Questa – ha aggiunto don Quintiero - è la bellezza di questa comunità, che è stata privilegiata con la presenza di Fra Nazareno e don Giuseppe. Bonifati è benedetta per la partecipazione di tante persone che predicano il vangelo». Entrambi hanno lasciato scolpito un bel ricordo nel cuore di tanti cittadini di Bonifati e non solo di persone strettamente legate alla Chiesa.



L'assenza di due persone si farà certamente sentire. Fra Nazareno, emozionato, ha ringraziato i parrocchiani per l’accoglienza avuta, per averlo fatto maturare e crescere nella fede. Ha dichiarato di sentirsi un “bonifataru” e che porterà nel suo cuore questo paese e la sua amabile e devota popolazione. Rosaria Laise, in rappresentanza della comunità parrocchiale, ha evidenziato che i “due cari fratelli” sono di adozione Bonifatesi o "Bonifatari".


«Oggi – ha detto Rosaria Laise - per noi è un giorno triste. Mancheranno i fratelli, mancherà la loro presenza, il loro affetto, la loro spiritualità. Mancherà l'essenza del loro essere. Padre Giuseppe: pacato, silenzioso, meditativo. Fra Nazareno: dinamico, aperto, solare. Apparentemente opposti, eppure così uniti e complementari, nell'unica e sola meta condivisa che è Cristo Signore. Le loro vite offerte in libagione continua in santità e obbedienza, eppure sempre all'unisono. Sulla scia delle Sorelle sono arrivati qui 14 anni fa, in un tripudio di festa per tutti quanti noi. Figli spirituali del grande Don Giuseppe Dossetti. Ben presto, la loro vita di preghiera, di santità, di testimonianza, si integra, con il tessuto della nostra comunità, rivestendone a tratti i panni; attenti e premurosi, solidali e presenti. Hanno gioito e partecipato della nostra gioia quando si è presentata e allo stesso modo, hanno pianto, sperato, pregato, con noi, quando la sofferenza ha bussato alla porta della nostra comunità.



E sempre ancora, hanno sperato e pregato per noi, quando la nostra comunità, nella sua travagliata spiritualità, non riusciva a ritrovare una stabilità pastorale, che ha poi trovato la sua identità in Don Guido.


Che dire ancora. Sono stati per noi un Dono d'amore, un amore reciproco. Loro sentinelle e custodi della nostra spiritualità, noi ospitali, nella nostra fede, povera, ma con il cuore pieno d'amore. Certo, oggi noi, non riusciamo a capire a pieno, il senso di questa scelta, siamo come dei bambini che di fronte ai loro genitori, non comprendono il dono del loro sacrificio. Ma basta poco: un incontro di sguardi, annegare in quelli di Fra Paolo, loro superiore, e capire che tutto ciò, è semplicemente un disegno d'amore, sofferto e pensato. Padre Giuseppe, Fra Nazareno, ci mancherete sempre. Le nostre liturgie solenni saranno più povere senza di voi. Mancherete nella nostra quotidianità. Ma, forza. Perché, non saremo mai troppo lontani. Perché ci sarà un unico filo conduttore: la preghiera. Un unico Padre: Dio. Un unica amicizia: la fraternità. Resteremo sempre uniti. Buona missione». L’amministrazione comunale presente con il sindaco e vari consiglieri ha ringraziato i frati e li ha omaggiati con due targhe ricordo.



482 visualizzazioni0 commenti