Belvedere: omicidio Dimova, si discute sull'aggravante dei motivi abbietti e futili

Aggiornato il: mag 6

La corte d'Assise ha accolto l'eccezione dell'avvocato dell'imputato, Andrea Renda di Belvedere Marittimo, ed ha concesso un termine per le controdeduzioni


BELVEDERE – 4 mag. 21 - La grave storia dell'omicidio di Belvedere Marittimo prosegue nelle aule giudiziarie a colpi di udienze “tecniche”. Nei giorni scorsi, come si ricorderà, era stata tentata la carta di proseguire con il rito abbreviato condizionato. Il processo, ora, si svolge in corte d'Assise a Cosenza.

L'avvocato Alberto Grimaldi, che difende il presunto assassino, Andrea Renda, 32 anni, di Belvedere Marittimo, ha avanzato una questione preliminare che è andata a segno ed ha generato la richiesta, da parte della Corte, di riformulare l'accusa, specificando meglio l'imputazione. Un filo sottile che può determinare il “peso” della bilancia dall'una o dall'altra parte.

Come è noto, Andrea Renda, è accusato di aver massacrato, per futili motivi, la bulgara Aneliya Dimova. L'omicidio è avvenuto nella notte del 30 agosto scorso nell'appartamento in uso alla 55enne, nel centro storico del paese. Per la vittima, il figlio, Ivan Dobri Dobbrey, si è costituito parte civile, difeso dall'avocato di fiducia Eugenio Greco.



Nel corso dell'udienza di ieri, l'avvocato Alberto Grimaldi ha ribadito l'eccezione della mancata specificazione dell'aggravante dei motivi abbietti e futili e, di conseguenza, la nullità del capo di imputazione relativo, “anche per motivi ulteriori”, generati, fra l'altro, “dal vago provvedimento del Giudice per le indagini preliminari”.

Dopo due ore di camera di consiglio la Corte d'Appello ha accolto l'eccezione dell'avvocato Grimaldi. Quest'ultimo aveva indicato una serie di sentenze che la Corte ha ripreso alla lettura del documento. L'avvocato difensore del presunto assassino aveva indicato un percorso logico, invitato il Pm, che si era opposto come la parte civile, a specificare meglio l'imputazione. Su tale nuova formulazione accusatoria, la Corte ha concesso alla difesa un termine per controdeduzioni e produzioni, rinviando all'udienza del 24 giugno prossimo, per il prosieguo. Alla scorsa udienza del mese di aprile era stata rigettata la richiesta del rito abbreviato condizionato, avanzata e motivata dall'avvocato Alberto Grimaldi per l'imputato Andrea Renda. Il giudice Rosamaria Mesiti, del tribunale di Paola, aveva rigettato la richiesta rimandando la trattazione del processo in Corte d'Assise a Cosenza. La contestata circostanza aggravante dell’aver agito per motivi abietti o futili rappresenta un importante punto per l'inizio ed il prosieguo del processo. Sul giovane belvederese grava la pesante accusa di essere l'autore materiale dell'omicidio di Aneliya Dimova, avvenuto “per futili motivi” con l'uso di un “arma”, una bottiglia di whisky che ha fracassato il cranio alla vittima. Come è stato ribadito varie volte, gli elementi raccolti a carico dell'indagato dai carabinieri della compagnia di Scalea, con l'ausilio dei militari del Ris di Messina e dei colleghi del comando provinciale di Cosenza, inchiodano l'imputato.



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