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Belvedere, era accusato di oltraggio a pubblico ufficiale: assolto un uomo

Aggiornamento: 8 mag

Era accusato di oltraggio a pubblico ufficiale, assolto un uomo di 64 anni di Belvedere Marittimo


Era accusato di oltraggio a pubblico ufficiale, assolto un uomo di 64 anni di Belvedere Marittimo

Belvedere Marittimo 3 maggio 2024 - Assolto dall'accusa di oltraggio a pubblico ufficiale perché il fatto non sussiste; si è concluso il processo penale a carico di NG, 64 anni, di Belvedere Marittimo. Era stato denunciato dai carabinieri della locale stazione. L'uomo, difeso dagli avvocati di fiducia Carmine Curatolo ed Emilio Enzo Quintieri del Foro di Paola, era imputato per aver offeso l'onore ed il prestigio dei pubblici ufficiali due marescialli e un appuntato, tutti appartenenti alla stazione carabinieri di Belvedere Marittimo. Nell'esercizio delle loro funzioni, ed in particolare modo durante una perquisizione domiciliare all'interno dell'abitazione del figlio del 64enne, quest'ultimo avrebbe rivolto ai carabinieri alcune espressioni, ritenute offensive dai militari e dalla Procura della Repubblica di Paola che ha esercitato l'azione penale.


La difesa

La difesa, subentrata ad altro difensore, alla precedente udienza, ritenuta l'evidente insussistenza del reato di oltraggio, per il quale è prevista la pena della reclusione da 6 mesi a 3 anni, ha rinunciato al proprio testimone, chiedendo al pubblico ministero di rinunciare a far sentire l'altro carabiniere indicato nella sua lista, prestando il consenso all'acquisizione della informativa e della relazione di servizio redatta dai militari impegnati in quella occasione. Il giudice monocratico del Tribunale di Paola, Maria Grazia Bellomusto, ha dichiarato chiusa l'istruttoria dibattimentale invitando le parti a concludere.

Il pubblico ministero Pierfrancesco Molinari, ha chiesto l'assoluzione dell'imputato dal delitto a lui contestato perché il fatto non sussiste, ritenendo che al momento del fatto contestato non vi fossero altre persone presenti, oltre all'imputato ed al figlio, per cui “difettava il requisito della pubblicità dell'offesa, richiesto dalla norma”.


Le motivazioni

La difesa, pur associandosi alla richiesta avanzata dal pubblico ministero, ha evidenziato che, non solo era assente la pubblicità dell'offesa, come sostenuto dalla parte pubblica, ma che i fatti per cui si procedeva si erano svolti all'interno dell'abitazione del figlio dell'imputato che è un luogo di privata dimora e non un luogo pubblico o aperto al pubblico come invece prevede la legge. Ed in ogni caso, hanno sostenuto gli avvocati Curatolo e Quintieri, le espressioni pronunciate dall'imputato nei confronti dei militari, contrariamente a quanto ritenuto, non potevano essere qualificate come offensive ed oltraggiose.

Il giudice monocratico del tribunale di Paola, dopo la camera di consiglio, accogliendo la conforme richiesta di proscioglimento proveniente dalle parti processuali, ha assolto il 64enne di Belvedere Marittimo perché il fatto non sussiste.


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