Belvedere, "Appalti massoneria”, si apre il dibattito dal punto di vista politico

Belvedere Marittimo: due assessori indagati nell'inchiesta della Procura di Paola su appalti e massoneria. Si sviluppa il dibattito anche dal punto di vista politico


BELVEDERE – L'attività investigativa dei carabinieri sull'indagine su appalti e massoneria coinvolge la giunta comunale di Belvedere Marittimo, con la presenza di due assessori indagati. Ugo Massimilla, segretario del circolo Pd, ha chiesto al sindaco Cascini di chiarire i fatti in consiglio comunale. “Vicenda dai contorni opachi – scrive Massimilla - quella che riguarda l’inchiesta portata avanti dalla Procura di Paola e per la quale risultano indagati due assessori della Giunta Cascini.Nel pieno rispetto dell’autonomia del lavoro della magistratura, e auspicando che i due esponenti politici coinvolti, possano chiarire tutto, sgombrando il campo da gravi coinvolgimenti, auspichiamo che questa vicenda venga discussa in consiglio comunale e soprattutto, che il sindaco prenda le dovute e opportune decisioni nell’esclusivo interesse della nostra comunità, perché far finta di nulla su quanto accade sarebbe incomprensibile”.

IL SINDACO CASCINI

Il sindaco Vincenzo Cascini ha diffuso una lunga nota nella quale pone subito dei paletti: “Tale richiesta viene appresa dalla stampa e non è stata presentata al diretto interessato, appunto, il sindaco. Questa è una prassi – scrive il sindaco Cascini - che certamente non appartiene all’attuale maggioranza, come la maggior parte dei concittadini belvederesi sa bene; con l’occasione si vuole ricordare che un rappresentante (che sia sindaco o segretario cittadino di partito) ha l’onere di cogliere e filtrare le istanze provenienti dai rappresentati cittadini e non di utilizzare la stessa posizione di rappresentanza per strumentalizzare notizie, mistificare o addirittura, nella peggiore delle ipotesi, coartare la realtà. Non destinare richieste di questa portata al destinatario e lasciarle fermentare sui social o quotidiani on-line, è un chiaro segno che non si dispone delle qualità che dovrebbe avere un rappresentante, chiunque esso sia. L’odierna maggioranza, per chi non l’avesse ancora compreso, è saldamente ancorata ai valori morali imprescindibili della lealtà e dello scontro ad armi pari. E’ evidente che un soggetto che si vede sottoposto a indagini non si trova nella posizione di potersi difendere ancora, perché pur avendo solo sommaria (e a volte parziale) conoscenza materiale dell’oggetto dell’indagine, non conosce ancora gli eventuali elementi a carico e/o discarico dello stesso indagato. Chi ha, o perlomeno dovrebbe avere, conoscenze del diritto penale e processuale penale italiano queste nozioni le conosce bene; sa anche che esiste l’istituto giuridico dell’archiviazione e l’istituto regolante l’applicazione delle misure cautelari che, quando non sono sussistenti “gravi indizi di colpevolezza”, non vengono applicate”. L'invito e a “non violare la presunzione di innocenza”.



LA PRESUNZIONE DI INNOCENZA

Fra l'altro, il sindaco Vincenzo Cascini, faceva notare: “Entrando nel merito della richiesta, seppur irrituale, si ricorda al segretario Pd, che il paese ove viviamo possiede una delle carte fondamentali più belle al mondo e che essa, tra i molteplici principi, presenta quello garantista della “presunzione di non colpevolezza” anche e meglio conosciuto come principio di innocenza fino a sentenza di condanna passata in giudicato. E’ importante ricordare questo principio al segretario perché deve essere chiaro che chi è sottoposto a indagini sta già facendo chiarezza agli organi costituzionalmente all’uopo preposti. Quindi non deve essere il sindaco, non il giornalista e non un qualunque segretario di partito a violare questo sacrosanto principio”

"NESSUN PROCESSO”

Il segretario del Pd Massimilla, è tornato sull'argomento: “Nessuno – scrive Massimilla - ha mai inteso celebrare processi e, men che meno, emettere sentenze mediatiche preventive. Si chiede esclusivamente di chiarire in consiglio comunale una vicenda, che, per forza di cose, rischia di condizionare l'azione amministrativa della giunta. Al sindaco è stato chiesto di assumere le opportune decisioni e farle presenti nell'assise cittadina, teatro naturale per discutere la res publica. Faccia presente alla comunità, inoltre, i suoi intendimenti, siano essi sintesi di una piena fiducia nella giunta o, atto, di certo non dovuto, di ritiro delle deleghe affidate a due assessori, ai quali, ribadisco, nella più totale sincerità, auguro di chiarire tutto nel più breve tempo possibile, per il bene della cittadinanza.”

Il sindaco Cascini nella sua nota evidenziava, ancora che: “La presunzione d’innocenza sarebbe “violata” se dichiarazioni pubbliche rilasciate da autorità pubbliche o decisioni giudiziarie diverse da quelle sulla colpevolezza presentassero l’indagato o imputato come colpevole fino a quando la sua colpevolezza non sia stata legalmente provata”.

IL SEGRETARIO DEL PD MASSIMILLA

E, il segretario del Pd: “Noto, non senza stupore, che evidentemente la mia richiesta squisitamente politica, non è stata colta di primo acchito dal sindaco Cascini, il cui affannoso sproloquiare su principi generali di diritto penale, non ha portato i frutti da lui sperati. Proprio perchè, sia professionalmente che politicamente, sono un garantista convinto, e lo sono sempre, e non a fasi alterne o dettate dagli umori del momento, ribadisco che la questione, sbadatamente non analizzata dal sindaco, non è questa. Appare, inoltre, alquanto eccessivo il risentimento del sindaco nel rispondermi, ma comprendo le sue difficoltà. Io ho chiesto semplicemente di fare chiarezza, perché penso sia doveroso, anche nel suo interesse e spero che la faccia”




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