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Atti intimidatori e incendi alla sorella di Gattuso, due misure cautelari della Dda a Corigliano Rossano

Atti intimidatori, aggravati dal metodo mafioso, con incendi, a danno della sorella di Rino Gattuso, le indagini dei carabinieri di Corigliano Rossano portano a due arresti disposti dalla Dda


Atti intimidatori, aggravati dal metodo mafioso, con incendi, le indagini dei carabinieri di Corigliano Rossano portano a due arresti disposti dalla Dda

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CORIGLIANO ROSSANO - 2 feb. 24 – Atti intimidatori e incendi, i carabinieri del reparto territoriale di Corigliano Rossano, questa mattina all'alba, hanno dato esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale di Catanzaro, su richiesta della Dda di Catanzaro, nei confronti di due soggetti gravemente indiziati, in concorso tra loro, di estorsione aggravata dal metodo mafioso, fra le vittime la sorella di Rino Gattuso.


Avrebbero incendiato a scopo intimidatorio due auto di proprietà di Oda Gattuso, sorella dell'ex calciatore e attuale allenatore dell'Olympique Marsiglia Rino, per costringerla a pagare una cospicua somma di denaro connessa alla realizzazione di un impianto fotovoltaico. Due persone Aldo Abruzzese, di 51 anni, e  Mustapha Hamil 42 anni, cittadino di origini marocchine sono state arrestate con l'accusa di estorsione aggravata dal metodo mafioso dai carabinieri del Reparto territoriale di Corigliano Rossano in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip di Catanzaro su richiesta della Dda del capoluogo.


L’attività di indagine, delegata ai carabinieri del reparto territoriale di Corigliano Rossano, sotto il comando del tenente colonnello Marco Filippi, ha consentito di delineare, in termini gravemente indiziari, una sequenza di atti intimidatori, posti in essere nei mesi di aprile, ottobre e dicembre del 2023, con il danneggiamento, anche mediante incendio, di autovetture nella disponibilità delle persone offese, al fine di costringerle al pagamento di una cospicua somma di denaro, connessa alla realizzazione di un impianto fotovoltaico; la somma di danaro pretesa veniva riscossa solo in parte, prima che l’attività criminale venisse interrotta.


Gli elementi gravemente indiziari, acquisti nella fase cautelare, hanno consentito di ricostruire la vicenda nel senso che la condizione di esposizione e di rischio, determinata dalle condotte intimidatorie, induceva le persone offese a corrispondere le somme pretese, mediante un emissario, e il monitoraggio dei militari, agli inizi del 2024, portava al sequestro di una parte della somma corrisposta.

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