Acqua non potabile a Diamante; Pascale: "fontane aperte senza avvisi"
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L'ordinanza del Comune non revoca l'emergenza acqua non potabile Diamante, ma le fonti pubbliche restano accessibili a cittadini e turisti senza adeguata segnalazione: interviene il consigliere Giuseppe Pascale

9 aprile 2026
In merito all'emergenza acqua non potabile a Diamante, la situazione resta critica. Secondo l'ordinanza emessa a marzo e confermata dall'amministrazione comunale nei primi giorni di aprile, il divieto idrico è attualmente in vigore. Tuttavia, l'attuale erogazione libera da diverse fontane pubbliche prive di cartelli informativi espone residenti e turisti a presunti rischi sanitari, sul caso interviene il consigliere di minoranza, Giuseppe Pascale.
I dettagli dell'ordinanza e le criticità segnalate
La vicenda si fonda sull'ordinanza n. 16 del 20 marzo 2026, emanata dal Comune di Diamante, in Calabria. Il successivo 2 aprile 2026, l'amministrazione ha pubblicato un aggiornamento istituzionale ribadendo che: "L’ordinanza n. 16 del 20.03.2026, in merito alla potabilità dell'acqua, non può essere revocata perché non ci sono le condizioni".
Fino alla data odierna, 9 aprile 2026, non risulta pubblicata alcuna revoca ufficiale. Di conseguenza, l'acqua della rete idrica municipale mantiene lo status di non potabilità. La problematica è stata sollevata pubblicamente dal consigliere di minoranza Giuseppe Pascale, il quale ha documentato una netta discrepanza tra le comunicazioni ufficiali e la gestione pratica del territorio.
Le fonti idriche urbane coinvolte dall'erogazione
Nonostante l'assenza delle condizioni di sicurezza igienico-sanitaria, diverse postazioni di erogazione idrica risultano liberamente accessibili sul territorio comunale. Attive, secondo quanto documentato da Pascale le fontane pubbliche di Largo Saffo, largo Unità e piazzetta San Biagio.
Rischio per la salute pubblica e appello all'amministrazione
L'assenza di cartelli monitori trasforma la lacuna comunicativa in un concreto rischio per la salute pubblica, interessando trasversalmente la cittadinanza e i flussi turistici.
"Non si tratta di polemica, ma di responsabilità. Su temi come questo serve chiarezza, tempestività e comunicazioni inequivocabili" si legge nella nota di denuncia del consigliere Pascale, che sottolinea anche la gestione controversa dei canali social istituzionali in riferimento ai commenti degli utenti in cerca di delucidazioni. L'interrogativo posto all'ente locale resta uno: se il problema della potabilità non è risolto, perché non sono stati presi provvedimenti fisici di inibizione o di avviso sulle fontane pubbliche?






























