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Verbicaro, Grisolia, Santa Maria del Cedro: centraline lungo l'Abatemarco

Gli ambientalisti si oppongono alla realizzazione di centraline idroelettriche sul fiume Abatemarco: «Effetti negativi sul sistema eco fluviale»


VERBICARO – 20 mar. 21 - La produzione di energia elettrica dallo scorrimento dei torrenti, che all'apparenza potrebbe essere una soluzione “ambientalista” è invece fortemente avversata proprio dalle associazioni. Il problema è legato a presunti effetti negativi sull'ecosistema fluviale. Come avviene lungo il fiume Noce, dove la presenza di centraline è già una realtà, anche sul fiume Abatemarco ci sarebbe in preparazione l'installazione degli impianti idroelettrici. Nei giorni scorsi, nella sede della Regione Calabria si è svolto un incontro tra l'assessore all'ambiente, Sergio De Caprio, e una delegazione composta dal sindaco di Verbicaro, Francesco Silvestri, dal rappresentante di Italia nostra, sezione alto Tirreno cosentino, Carmine Dito, dal presidente del Cai di Verbicaro, Cosentino, dal consigliere del comune di Grisolia, Serviddio. Quest'ultimo, perchè anche il comune di Grisolia sarebbe interessato ai novi impianti. Sarebbero in tutto sei, di cui 3 nel comune di Verbicaro, 2 a Grisolia e 1 a Santa Maria del Cedro.



L'energia elettrica verrebbe prodotta sfruttando i salti naturali che il fiume compie lungo il percorso diretto al mare. Italia Nostra, cosi come i comuni di Verbicaro e Grisolia, si è opposta alla realizzazioni di queste Centraline idroelettriche “per gli effetti negativi – affermano gli ambientalisti - che queste produrrebbero all’ecosistema fluviale caratterizzato da una ricca vegetazione ripariale a causa della forte riduzione della portata del fiume in un lungo tratto, portata già molto assottigliatasi per i prelievi che il fiume ha già subito nel corso degli anni per alimentare vari acquedotti”. Inoltre Italia Nostra ha sempre sostenuto e richiesto “l’attivazione di una procedura VincA per verificare l’incidenza negativa che tali interventi potrebbero avere nei confronti degli ecosistemi tutelati dell’attiguo Sito di interesse comunitario-Zona speciale di conservazione “Valle del Fiume Abatemarco”dove è presente la lontra e l’aquila reale. A tale riguardo, malgrado anche l’intervento del ministero dell’Ambiente e l’istanza di accesso civico di Italia Nostra, la Regione Calabria non ha mai dato riscontro alla richiesta dell'associazione per l’attivazione di tale procedura di verifica assolutamente in linea con quanto previsto dalla direttiva Habitat 93/43/Cee”. Secondo Italia nostra: “L'incontro è stato opportuno per chiarire le posizioni in campo e portarle a conoscenza dell’assessore, il quale ha assunto l'impegno di verificare l'intera procedura autorizzativa delle opere e la richiesta di Valutazione di incidenza inoltrata da molto tempo da Italia Nostra. E’ stato già convocato un nuovo incontro per il 25 marzo”.



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