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Tortora, San Sago; l'attacco politico di Papa: «Pochi fatti e tante parole»

Tortora, impianto di San Sago; l'attacco politico del consigliere Papa: «Pochi fatti e tante parole»


Tortora, impianto di San Sago; l'attacco politico del consigliere Papa: «Pochi fatti e tante parole»


TORTORA – 28 ott. 23 - Per l'impianto di San Sago: “ancora parole e pochi fatti”. A gettare benzina sul fuoco è il consigliere di opposizione, Raffaele Papa, che provocatoriamente, chiede al sindaco Iorio, di emettere un'ordinanza, come ha già fatto il predecessore, Pasquale Lamboglia, nel 2014. “Nel consiglio comunale su San Sago, del 25 ottobre – afferma il consigliere di minoranza, Papa - ancora tante chiacchiere, vacue parole ed “allisciamenti” vari, niente di nuovo sotto il sole, e intanto si riapre dopo 10 anni di chiusura. La testa, è dura a farla uscire dalla sabbia e si continua a calpestare, volutamente, la verità pur di nascondere smemoratezze e colpevoli ritardi amministrativi e politici che ci hanno portato a questa drammatica e sciagurata condizione”. L'esponente della minoranza tiene a sottolineare che la critica è solo sull’operato politico e mai sulla persona. “Se poi c’è chi vuole strumentalizzare e volutamente travisare – afferma - lo faccia pure, ma continuerò a svolgere il mandato di consigliere comunale senza scappare e sfuggire dalle mie responsabilità”.



Ricorda però il consigliere Papa: “Durante la seduta il sindaco preso dalla foga ingiustificabile di difendere l'indifendibile e sé stesso, ha solo attaccato la mia persona; circa l’ordinanza ha fatto finta di non sentire, pur avendo ben sentito tutto il resto. Vedremo. Il tempo ci dirà. Intanto, un documento importante ha fatto la storia del nostro comune, un atto emesso nel 2014 quando il sindaco dell'epoca, Pasquale Lamboglia, ebbe la determinazione di firmare proprio analoga ordinanza la n.20 del 24 marzo 2014. Bisogna riconoscere e dare atto che fu una scelta coraggiosa e responsabile, fatta per il bene ed in rappresentanza non solo del popolo tortorese, ma dell’intero comprensorio calabro-lucano.



Questo atto insieme ad altri fatti compiuti hanno tenuto fino ad ora e per 10 anni chiuso quell’impianto; oggi dobbiamo purtroppo rilevare, ancora una volta, che questi atti e fatti continuano a venire meno”. Secondo Papa, il consiglio comunale straordinario ed aperto, voluto e chiesto dalla minoranza consiliare, “doveva segnare una svolta reale ed effettiva, un cambio di marcia già altre volte promesso, ma mai avvenuto, un’occasione per mettere in atto una strategia efficace per cercare di recuperare tutto il malfatto con superficialità ed approssimazione.

Così purtroppo non è stato, tant’è che le uniche proposte concrete sono state fatte, oltre che dalla minoranza, da persone esterne e prive di cariche istituzionali in particolare da Ulderico Pesce e da Manuel Chiappetta”.



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