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Scalea sede associazione: polemica politica sulla concessione dei locali comunali

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  • 19 nov 2025
  • Tempo di lettura: 3 min
Municipio di Scalea, sede al centro della polemica politica”


Sede per l'associazione a Scalea,  contestazione di “Scalea Oltre” alla Giunta Russo e intanto anche il Pd chiede la concessione di una sede al vecchio comune


19 novembre 2025


La contestazione di “Scalea Oltre” alla Giunta Russo

L’assegnazione di un locale comunale quale sede dell’associazione “Scalea Bene Comune” accende il dibattito politico cittadino. La decisione della Giunta guidata dal sindaco Mario Russo ha provocato la dura reazione del gruppo di opposizione “Scalea Oltre”, che sui social ha contestato l’affidamento definendolo un atto “inopportuno” e segnato da un presunto conflitto di interessi.

Secondo la minoranza, il locale – considerato un bene pubblico della collettività – sarebbe stato concesso gratuitamente a un’associazione ritenuta vicina all’assessore all’Urbanistica, Eugenio Orrico. I consiglieri evidenziano che lo stesso assessore “si è allontanato dall’aula durante la deliberazione”, proprio per evitare il conflitto di interessi.

“Un amministratore non può beneficiare, nemmeno indirettamente, di immobili pubblici – scrive Scalea Oltre –. L’assessore Orrico faccia politica in un locale privato e non in una sede comunale”.Il gruppo denuncia inoltre la “pericolosa deriva” nella gestione della cosa pubblica, che a loro avviso rischierebbe di trasformarsi “in un privilegio per pochi”.




La replica di “Scalea Bene Comune”: «Accuse false, l’assessore non è socio»

La risposta dell’associazione “Scalea Bene Comune” non si è fatta attendere. In una nota firmata dalla presidente Milena Santo, il sodalizio respinge “con fermezza” le accuse della minoranza, parlando di “inesattezze diffuse ad arte”.

Santo chiarisce che l’assessore Orrico «non fa parte dello statuto né dell’associazione». Ne riconosce il ruolo di fondatore, risalente a dieci anni fa, ma sottolinea che oggi non è membro attivo.

«Ringraziamo l’assessore per aver dato vita all’associazione – afferma Santo – ma i nostri eventi, negli ultimi anni, sono stati realizzati con totale autonomia». La presidente precisa che la richiesta di una sede nel vecchio Municipio è stata avanzata “come fanno tutte le associazioni del territorio”, allo scopo di disporre di un luogo in cui organizzare iniziative culturali.

«Ringraziamo l’amministrazione Russo per l’attenzione verso il mondo associativo – conclude –. Siamo un gruppo serio, e respingiamo ogni affermazione falsa».La presidente anticipa anche la presentazione, nei prossimi giorni, di una nuova iniziativa culturale che si terrà a dicembre alla Biblioteca Comunale.



L’intervento del Partito Democratico: «Serve uno spazio pubblico per la politica»


Antonio Forestieri segretario Pd Scalea
Antonio Forestieri


Nel clima di crescente dibattito, si inserisce anche la voce del Partito Democratico di Scalea, che ha avanzato una richiesta formale al sindaco Russo per ottenere uno spazio pubblico da destinare alle forze politiche e culturali della città.

Il segretario del circolo, Antonio Forestieri, parla della necessità di riportare la politica “nei luoghi di confronto”, criticando una stagione caratterizzata da personalismi e cambi frequenti di schieramento: «Il qualunquismo e l’attaccamento al potere alimentano sfiducia verso i partiti e le istituzioni, con il rischio di aumentare astensionismo e disaffezione».

Secondo il Pd, “Scalea ne è un esempio”, poiché “maggioranza e opposizione appartengono allo stesso schieramento di centrodestra”. Da qui l’appello a “invertire la rotta” e promuovere una nuova cultura civica.

Il locale richiesto dal Pd dovrebbe essere individuato, preferibilmente, nei locali del vecchio Municipio di via Roma: una scelta che – afferma Forestieri – contribuirebbe anche a “ravvivare il centro storico, sempre più disabitato”.

«Siamo fiduciosi che la nostra proposta venga accolta – conclude – per restituire alla politica il suo ruolo originario: servizio, ascolto e confronto tra idee diverse».



Un dibattito destinato a proseguire

La vicenda della sede concessa all’associazione “Scalea Bene Comune” sta dunque diventando un caso politico che coinvolge non solo maggioranza e opposizione, ma anche altre forze civiche. Un tema che riporta al centro la gestione degli spazi pubblici e il ruolo della partecipazione nella vita cittadina.


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