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Scalea, salviamo l'aviosuperficie: appello ad aprire un dialogo fra le parti ed evitare lo scontro

L'iniziativa del gruppo "Pensiamo a Scalea" e l'appello al sindaco Perrotta



SCALEA – 29 mag. 23 - Salviamo l’aviosuperficie. E' l'appello lanciato dal movimento denominato “Pensiamo a Scalea”, presieduto da Ivan De Luca, e con segretario politico, l'avvocato Achille Tenuta. L'iniziativa nasce dal fatto che, in teoria, domani dovrebbe avvenire la consegna, da parte dei gestori della struttura ai tecnici del comune. Il rappresentante della società che si occupa del sito, l'ingegnere Ortolani, durante l'ultima conferenza stampa dei giorni scorsi aveva fatto sapere che sarà difficile far diventare esecutivo questo provvedimento e che sarà sul posto, pronto ad accogliere i tecnici che dovrebbero prendere possesso della struttura, ma che, probabilmente, il passaggio non avverrà così semplicemente. Si prospettano, quindi, azioni giudiziarie che potrebbero mandare nel freezer per un bel po' la struttura.



La tendenza di molti cittadini è stata fino ad ora, invece, quella di pensare ad una mediazione, ad un dialogo fra le parti per trovare una soluzione idonea. Al momento, fra le parti, invece, sembra esserci un muro che non è stato mai oltrepassato. La situazione, lo abbiamo ribadito più volte, è complessa e può avere diversi risvolti. Intanto, ieri, l'associazione “Pensiamo a Scalea” ha lanciato un appello al sindaco Perrotta ed alla società che sta gestendo l’aviosuperficie “affinché trovino un accordo per evitare un contenzioso che finirebbe per danneggiare ancora di più l’intera collettività. La struttura – si legge nella nota - sta già perdendo alcuni servizi ed altri ne perderà. Potrebbe essere chiusa, interdetta ed abbandonata a sè stessa. Una soluzione si può e si deve trovare. I sindaci del Patto Territoriale dovrebbero con urgenza e concretezza intervenire. L’importante infrastruttura va salvata. La maggioranza Perrotta dovrebbe essere più disponibile ad un confronto ed al dialogo, come più volte chiesto anche da Angelo Paravati ed Eugenio Orrico capigruppo di opposizione. Nelle more del bando di gara per individuare il gestore, l’aviosuperficie va gestita a titolo provvisorio e con la previsione di un utile economico per il comune di Scalea. Si può fare e si deve fare per il bene di tutti.



L’opposizione – scrive ancora “Pensiamo a Scalea” - dal canto suo deve dimostrare di essere capace di fare una proposta costruttiva. Distruggere è facile. Pensiamo a Scalea chiede una riflessione ed un cambio di passo a tutti. Eventuali impuntature da una parte e la cinica e silente attesa dall’altra non porterebbero a nulla di buono per Scalea e per il territorio circostante. Pensiamo a Scalea è pronta per un confronto costruttivo con il sindaco Perrotta, unico soggetto politico che ha finalmente affrontato il problema dell’aviosuperficie e che sta cercando di risolverlo. Bisogna, però, cercare di evitare errori che potrebbero definitivamente compromettere la struttura aeroportuale, realizzata con la partecipazione anche dei comuni limitrofi. Tali errori sono irresponsabilmente attesi dai soliti ed immancabili falchi, che non vedono l’ora di lanciarsi sulla preda, incuranti delle conseguenze. Noi invece ci siamo per costruire e sempre per il bene di Scalea e dell’intera Riviera dei Cedri”.




LA CONFERENZA STAMPA DEI GIORNI SCORSI



SCALEA – Uno “sfratto esecutivo”. L'ingegnere Ortolani dovrà lasciare l'aviosuperficie entro il 29 maggio. E' il dato saliente della conferenza stampa che si è tenuta nei giorni scorsi , nella sede dell'aviosuperficie di Scalea, con l'ingegnere Alberto Ortolani. Gli spunti di discussione sono stati tanti, perchè la situazione è davvero complessa e probabilmente non si fermerà al semplice “sfratto”; avrà certamente delle code giudiziarie. Il comune di Scalea, è emerso in conferenza stampa, ha intimato all'ingegnere Ortolani di lasciare l'aviosuperficie entro il 29 maggio; il rappresentante della società che si occupa del sito ha fatto sapere che sarà difficile far diventare esecutivo questo provvedimento e che sarà sul posto, pronto ad accogliere i tecnici che dovrebbero prendere possesso della struttura. Ortolani, che certamente conosce bene l'iter da seguire, se non altro, per avere gestito altre strutture ed anche perchè è nel settore da tempo, ha avuto modo, fra l'altro, di spiegare che la procedura, pur volendo, non si può esaurire in così breve tempo e, fra l'altro, con una stretta di mano e un “addio”, più che un arrivederci.



Le procedure nel settore aeronautico sono simili a quelle che regolano i pubblici servizi. Una pista di atterraggio non può essere abbandonata in attesa che si proponga il bando e che si organizzi una nuova gestione. C'è bisogno di presidiarla. Il rischio sarebbe che, in caso di dismissione, da parte dell'Enac, verrebbe resa inagibile; tagliata a pezzettini come un salame per evitare atterraggi indesiderati. Insomma le prospettive sono buie, secondo Ortolani che lamenta di non essere stato ricevuto dall'amministrazione e di non essere mai stato interpellato. Un muro nei rapporti che probabilmente non fa bene a nessuno, neanche alla comunità. La soluzione più ragionevole sarebbe quella di aprire un dialogo, un tavolo, mettendo insieme l'esperienza di Ortolani e le volontà dell'amministrazione comunale per trovare una via d'uscita, quella meno dolorosa possibile. Ma l'idea che in molti si sono fatta, invece, è che l'amministrazione comunale potrebbe già avere in mente un percorso da seguire che punterebbe ad estromettere lo stesso Ortolani.



Quest'ultimo invoca la gestione provvisoria della struttura, fino all'ingresso della nuova società e, perchè no, ad una possibile cooperazione fra le varie realtà, compresa la sua che, fra l'altro, si occupa di sperimentazioni industriali proprio in luoghi come l'aviosuperficie di Scalea. Ma, arrivare alla stretta di mano, sembra essere un'impresa difficile, se non impossibile, perchè i rapporti sono stati impostati ad un muro contro muro, nono stante la richiesta, così ha detto Ortolani, più volte fatta da parte sua all'amministrazione comunale di aprire un dialogo costruttivo che potesse guardare al futuro con occhi aperti. Non regge l'idea base del sindaco Perrotta, secondo Ortolani, di voler preventivamente estromettere chi gestisce la struttura attualmente, con il suo bagaglio di conoscenze, di prendere in carico la struttura che, invece, avrebbe bisogno di professionisti con un'ampia esperienza nel settore delle aviosuperficie, diverse dagli aeroporti, e di arrivare al bando conclusivo. Il vuoto di gestione rappresenterebbe la morte dell'aviosuperficie di Scalea.



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