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Scalea, Parco Marino: «La Calabria al centro del turismo del Mediterraneo»

Aggiornamento: 6 mar 2021

Oggi il consiglio comunale sulle linee di indirizzo per l'adesione al Parco Marino della Riviera dei Cedri


SCALEA – 5 mar. 21 - L'assessore regionale Sergio De Caprio a Scalea per affrontare la questione del Parco marino della Riviera dei Cedri, argomento del consiglio comunale. «Parlare del Parco marino della Calabria – ha detto l'assessore regionale Sergio De Caprio - è una cosa fondamentale. Immaginiamo il parco marino come qualcosa di centrale nella difesa dell'ambiente, ma anche per lo sviluppo del turismo. Abbiamo puntato in maniera netta sulle comunità energetiche rinnovabili la base economica fondante sulla quale tracciare il futuro dei cittadini della Calabria e non lasciarla in maniera asettica nelle mani di gruppi singoli.

140milioni di euro sono stati stanziati per i contratti di costa e di fiume. Abbiamo immaginato il parco marino, motore degli investimenti e della visione naturalistica.

Cosa sarà il sistema delle riserve della Regione – si è chiesto l'assessore regionale Sergio De Caprio -. Sarà il motore di un turismo naturalistico e archeologico che solo la Calabria può permettersi. Sui fiumi organizzeremo percorsi per arrivare dal mare all'entroterra che consentano di valorizzare anche le produzioni locali. Dobbiamo sostenere le nostre caratteristiche storiche e produttive. Il Parco Marino della Calabria rientra nell'obiettivo di fare della Calabria il centro del turismo balneare e archeologico del Mediterraneo. Un ruolo di protagonisti in una battaglia di civiltà e sviluppo dell'Italia intera».



IL CONSIGLIO COMUNALE DI OGGI

Il consiglio comunale di Scalea, questa mattina, vota per l'atto di indirizzo di adesione al parco marino Riviera dei Cedri. Presente l'assessore regionale all'ambiente Sergio De Caprio. Il parco marino della Riviera dei Cedri era un'idea nata diversi anni fa e da sempre fortemente voluta dal compianto Palmiro Manco. Idea, oggi, confermata dall'amministrazione del sindaco Giacomo Perrotta con l'assessore all'Ambiente Davide Manco, fratello di Palmiro. Un'idea che, ovviamente, va sviluppata tenendo presente che bisogna cambiare la concezione del territorio, fino a qualche tempo fa depredato dall'avanzata del cemento. L'idea di ambiente, di salvaguardia delle coste sta cambiando. Il Parco Marino della Riviera dei Cedri, negli anni passati, rispetto agli altri parchi progettati dall'allora Giunta regionale, era quello che aveva raggiunto uno stadio più avanzato e lo stesso Palmiro Manco per un periodo divenne presidente. Ora, anche il concetto di ambiente da preservare è cambiato e l'idea di creare porzioni di territorio protette potrebbe anche rappresentare una spinta in più per un tipo di turismo diverso da quello che questa zona ha conosciuto negli anni del boom. Ovviamente, si tratta di un atto di indirizzo su un progetto che dovrà ancora prendere forma.


GLI INTERVENTI DI PAPPATERRA, DE CAPRIO, BRUNO

Al consiglio comunale di ieri hanno partecipato diversi sindaci della fascia tirrenica, il consigliere regionale Antonio De Caprio, il presidente del parco del Pollino e direttore Arpacal, Domenico Pappaterra. A parte l'opportunità politica, è la dimostrazione che le amministrazioni hanno cambiato registro sulla visione dell'ambiente e del turismo. Il consigliere regionale Antonio De Caprio, capogruppo di Forza Italia, ha tenuto a precisare che la salvaguardia e la tutela dell'ambiente oggi non hanno colori politici. «La via maestra è quella di remare tutti nella stessa direzione se si vogliono raggiungere obiettivi che vanno in favore della collettività. Costruire insieme un futuro migliore è possibile. Dobbiamo solo crederci. Il coraggio è nella condivisione delle scelte. La presenza, sul Tirreno cosentino, dell’assessore regionale all’ambiente, Sergio De Caprio, rappresenta il riscatto e la voglia di risollevarsi di tutti i calabresi. Quella fetta di popolazione onesta, laboriosa che vuole scendere in campo seriamente e progredire». Il presidente del Parco del Pollino, Domenico Pappaterra, ha ripercorso l'iter seguito in passato per arrivare all'avvio del Parco marino della Riviera dei cedri. «La scelta – ha detto Pappaterra – accade in un contesto storico, fino a qualche tempo fa inimmaginabile. La crisi sanitaria di questi tempi ci impone un cambio di paradigmi rispetto ai quali è necessario per tutti lavorare. Bisogna cambiare l'approccio rispetto alle questioni. Oggi i cittadini chiedono la sicurezza sanitaria e la sostenibilità, non solo ambientale, ma anche economica e sociale, legati ad una parola magica: la qualità. Una città come Scalea che ha un patrimonio inestimabile, come le altre località, deve fare un salto di qualità nelle scelte. La prima scelta, anche in onore a Palmiro Manco, è di tipo culturale». Il presidente del consiglio comunale, Gaetano Bruno, nell'introduzione ha citato le battaglie contro ogni tipo di inquinamento e, soprattutto quelle per far luce sulla situazione della cosiddetta terza buca della discarica di Piano dell’Acqua. «Ritengo – ha detto - che l’atto di indirizzo per l’adesione al Parco Marino rappresenti oltreché un atto finalizzato alla valorizzazione del nostro patrimonio ambientale e paesaggistico, un segno di riconoscenza nei confronti di chi, come Palmiro, si è speso senza risparmiarsi per i temi della tutela ambientale intravedendo con lungimiranza nella sostenibilità ambientale un indicatore di sviluppo turistico ed economico oggi finalmente al centro dell’agenda politica nazionale ed internazionale perché la storia ci insegna che dove molti vedono un limite è capacità di pochi scorgere opportunità e perseguirle».

L'OPPOSIZIONE DI "PER SCALEA”

Il Gruppo di opposizione “Per Scalea”, con capogruppo Angelo Paravati, invita a non prendere decisioni affrettate. Si dovrà esprimere il parere per l'inclusione del tratto costiero del comune di Scalea nel Parco Marino Protetto Riviera dei Cedri istituito con Legge Regionale n. 9 /2008 quale Area Protetta di Scalea. “La proposta di delibera – afferma il gruppo “Per Scalea” - è affrettata e non può essere discussa in questa maniera, senza il preventivo coinvolgimento dell’intera città, soprattutto in considerazione degli effetti che derivano dall’apposizione di vincoli ambientali. È noto, infatti, che le aree sottoposte a vincoli presentano più di una limitazione per tutte le attività ordinarie e straordinarie, dalle attività di pesca alla fruibilità comune, fino alle attività di maggiore rilievo, e non si comprendono le ragioni di volersi assoggettare a queste limitazioni laddove la tradizione scaleota ha sempre manifestato grande rispetto per il mare e le aree costiere, né si sono mai registrati particolari allarmi in tal senso.

Inoltre, si consideri come la proposta in questione si ponga in aperta contraddizione con il programma dell’amministrazione in tema di porto turistico, per il quale si è previsto quantomeno un referendum consultivo, mentre l’inclusione nel Parco marino precluderebbe sul nascere ogni futuro discorso su un approdo portuale di qualsiasi genere per la nostra cittadina. Quantomeno per una questione di linearità in relazione alla portata preclusiva per la realizzazione del porto, anche l’adesione al Parco Marino dovrebbe essere preceduta da referendum consultivo”. Secondo il gruppo di opposizione: “L’adesione al Parco Marino costituisce una seria ipoteca per il futuro utilizzo della costa, i cui esatti termini andrebbero meglio discussi con la cittadinanza tutta, per un fatto di chiarezza e di rispetto verso la città, il cui futuro non può essere impegnato e vincolato in questa maniera, con una riunione di consiglio convocata la sera per la mattina. La soluzione che proporremo noi sarà un rinvio per consentire una maggiore partecipazione collettiva alla decisione, ma, dati i precedenti, sappiamo bene che il rinvio non ci verrà concesso”.

IL COMITATO PRO PORTO

Anche il comitato pro-porto “Torre Talao” chiede all'amministrazione di fermarsi e di conoscere il parere della popolazione con la quale sarebbe meglio avere un confronto.

magari, una consultazione popolare con una sorta di referendum. In ogni caso, una serie di incontri per tastare il polso alle varie categorie, ai cittadini.

Secondo il comitato Scalea sarebbe interessata nel tratto tra la Baia del Carpino fino alla secca della Jumenta, “il tratto più frequentato e gettonato da turisti, diportisti e pescatori”. Secondo quanto sostiene il comitato: “In questo tratto sarà preclusa la navigazione, la balneazione e la pesca, o saranno attuate regolamentazioni molto restrittive, dunque un azzeramento dell'economia di Scalea che vive di turismo, ossia la quasi totalità della popolazione”. Si chiede una riflessione, prima di una decisione. “Sarebbe necessario ed indispensabile – secondo il comitato - un incontro-confronto con la popolazione, gli operatori turistici, le associazioni di categoria, i comitati e il mondo del lavoro, prima di intraprendere qualsiasi iniziativa in merito che potrebbe precludere il futuro turistico di Scalea”. Si chiede, quindi di rinviare il consiglio comunale. In ogni caso, oggi si voterà per un atto di indirizzo, si presume che per la decisione finale siano previsti ulteriori passaggi del consiglio comunale.


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