Scalea, la "patata bollente” del poliambulatorio da adeguare alle norme
- 12 dic 2020
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Sei mesi di tempo per trovare una soluzione e, intanto, la politica se ne occupa in prossimità delle elezioni

SCALEA – 12 dic. 20 - “Il gigante che dorme”. Così gli abitanti di Scalea hanno soprannominato la struttura ospedaliera, che ospedale non è mai diventato. Un fabbricato di quattro piani, ampio, con grandi spazi, con varie entrate che riposa sin da quando è nato sulla collina della Petrosa di Scalea. Una posizione panoramica. E, lo ribadiamo spesso, qualcuno, non essendo andata a buon fine l'operazione dell'ospedale, non ha mancato di proporre la realizzazione di un albergo con ampia vista sulla costa. Il “gigante che dorme”, quando tira aria di elezioni viene spesso scrollato. Ma i cittadini del posto si sono ormai assuefatti a queste incursioni sia di politici che dei media nazionali. La struttura è lì. E una foto del 2008 che ritrae i piani superiori è la stessa di quella dell'11 dicembre del 2020. Non è cambiato niente. Anzi, la situazione è anche un po' peggiorata perchè la struttura funzionante, quella del poliambulatorio, è anche “segnalata” dai Vigili del fuoco e rischia, quindi, di essere chiusa. Ricordiamo che il fabbricato è di proprietà dell'Asp. Il Comune viene tirato in ballo quando ci sono difficoltà.
LA VISITA ISPETTIVA

Il consigliere regionale, Graziano Di Natale, ha effettuato un sopralluogo alla struttura che come è noto è composta da vari piani. Molti dei quali rimasti incompiuti, alcuni depredati negli anni, dei sanitari, degli impianti elettrici e di tutti gli oggetti installati. Una delle vicende rimaste nella storia dell'ospedale di Scalea è la scomparsa di un gruppo elettrogeno, della grandezza di una stanza, che avrebbe dovuto servire la struttura. Un furto avvenuto in piena notte.
«C’è un primo piano, efficiente con laboratori, professionisti e medici che lavorano – ha detto il consigliere regionale Graziano Di Natale -. Gli altri piani, invece, rappresentano qualcosa di vergognoso da denunciare all'opinione pubblica». Certo, sulla struttura i media hanno sempre scritto e detto. Non è la prima volta che vengono mostrati i famosi piani superiori definiti “vergognosi” dal consigliere regionale. Sono stati in tanti a stupirsi nel tempo, ma la politica non è mai andata al di là della vergogna. Le idee sono state tante sull'utilizzo, ma sono rimaste tali. Procedure alle quali i cittadini si sono abituati. «Quando si parla di mancanza di strutture e di sperpero, bisognerebbe fare un giro dentro questo fabbricato. A Cosenza – ha detto il consigliere Di Natale - l'ospedale da campo è costato un milione di euro: noi, invece, abbiamo queste strutture che non vengono utilizzate».
IL POLIAMBULATORIO A RISCHIO CHIUSURA
Anche i piani bassi del poliambulatorio non navigano in acque tranquille. È dei giorni scorsi, infatti, il sopralluogo dei vigili del fuoco del comando provinciale di Cosenza. Insieme all'ispettorato territoriale del lavoro, lo scorso 14 ottobre sono state individuate carenze negli impianti antincendio. I vigili del fuoco assegnavano 45 giorni, dalla notifica del verbale, per la presentazione di un progetto di messa in sicurezza. Altri 60 giorni per la formazione degli addetti alla prevenzione incendi e lotta antincendio. E, ancora, 120 giorni per la conclusione dei lavori di adeguamento e per la presentazione della segnalazione di inizio attività. La palla, come è stato già anticipato nei giorni scorsi, è rimbalzata fra Asp e Comune di Scalea. Una palla infiammata. Perchè c'è la necessità di impegnare delle cifre importanti. Tant'è, che qualcuno pare stia riflettendo sulla possibilità di spostare gli ambulatori in altre sedi, da individuare. Potrebbe essere meno oneroso fare questa operazione. Pare che per effettuare l'adeguamento alla normativa antincendio ci sia bisogno di una serie di interventi strutturali sull'immobile. Il termine fissato per il 3 dicembre, è slittato di sei mesi. Questo vuol dire che: o si risolve la questione, o entro maggio la patata bollente potrebbe rotolare per terra. L'azienda sanitaria pare non abbia intenzione di avviare lavori di adeguamento e quindi avrebbe coinvolto il comune per trovare soluzioni alternative. Sarebbero proprio i piani rustici al di sopra del poliambulatorio a generare ulteriori ripensamenti da parte dell'Asp.

































