Curinga, maxi sequestro di droga in spiaggia: la Guardia Costiera rinviene 62 kg di hashish
- 4 mar
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Segnalazione sul litorale calabrese a Curinga: il pacco sospetto conteneva un ingente carico di sostanza stupefacente destinato al mercato illegale

4 marzo 2026 - Ore 16.00
Nei giorni scorsi lungo il litorale di Curinga (CZ), il personale militare della Capitaneria di Porto di Vibo Valentia ha portato a termine un importante sequestro di 62 kg di hashish. L'operazione è scattata a seguito della segnalazione di due privati cittadini che hanno notato un involucro anomalo sulla battigia, permettendo l'intervento tempestivo della Guardia Costiera e della Guardia di Finanza, scongiurando che l'ingente carico di droga finisse nelle piazze di spaccio della zona.
Il ritrovamento del pacco sospetto e l'intervento della Guardia Costiera
L'allerta è scattata quando due passanti hanno individuato un pacco sospetto in spiaggia, parzialmente occultato o trasportato dalle correnti marine. Sul posto sono immediatamente intervenuti i militari della Capitaneria di porto di Vibo Valentia, coadiuvati dall'Ufficio Locale Marittimo di Pizzo.
Secondo quanto si è appreso, i militari hanno rinvenuto un "pacco ben sigillato, all’interno del quale è stata ritrovata la presenza di un cospicuo quantitativo di sostanza stupefacente suddivisa in panetti". La precisione dell'imballaggio suggerisce un trasporto via mare, tecnica spesso utilizzata dalle organizzazioni criminali per il traffico internazionale di stupefacenti.

Analisi e quantificazione dei 62 kg di hashish a Curinga
Per la conferma della natura della sostanza, è stato necessario il supporto tecnico dei militari del Gruppo della Guardia di Finanza di Lamezia Terme. I test di laboratorio hanno confermato i sospetti iniziali: il carico era composto interamente da hashish di alta qualità.
Il peso complessivo del materiale sequestrato ammonta a circa 62 kg. Una quantità che, se immessa sul mercato al dettaglio, avrebbe fruttato centinaia di migliaia di euro. La partita di droga è stata immediatamente posta sotto sequestro dopo aver "informata la competente Procura di Lamezia Terme", che ora coordina le indagini per risalire alla provenienza del carico e ai destinatari della spedizione.






























