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Scalea, in stato di agitazione i lavoratori del consorzio Valle Lao

Con i sindacati, i lavoratori del consorzio di bonifica con sede a Scalea hanno attivato le procedure per lo stato di agitazione a causa delle mensilità non corrisposte



SCALEA – 23 set. 21 - I lavoratori del consorzio di bonifica dei bacini tirrenici del Cosentino, con sede in via fiume Lao a Scalea sono ufficialmente in stato di agitazione. Lo avevano preannunciato nei giorni scorsi. Alla luce dell'ultima, infruttuosa, riunione per ottenere certezze sul pagamento dei salari arretrati, tutti i lavoratori hanno ufficializzato l'avvio di iniziative e azioni sindacali per ottenere ciò che spetta loro di diritto. La comunicazione ufficiale è stata inviata alla direzione aziendale e per conoscenza la Prefetto di Cosenza e all’assessore alle politiche agricole e sviluppo agroalimentare politiche sociali e per la famiglia, Gianluca Gallo. La parte politica potrebbe prendere in seria considerazione la problematica e cercare di risolverla, visto che gli stessi lavoratori da diversi giorni hanno evidenziato la situazione di disagio. Lo stato di agitazione riguarda le maestranze impiegate nei sistemi irrigui.



Le organizzazioni sindacali, Flai Cgil di Castrovillari, rappresentata da Federica Pietramala, e Fai Cisl, con il segretario generale Antonio Pisani, a seguito dell’assemblea sindacale dei dipendenti e dell'incontro con la direzione aziendale, che si sono svolti ieri, hanno constatato la presenza delle problematiche denunciate. “Alla luce della indisponibilità economica da parte dell’ente all’erogazione dei salari correnti ed arretrati a tutti i dipendenti – si legge nella nota a firma delle sigle sindacali - con la presente si dichiara lo stato di agitazione della totalità dei lavoratori, dipendenti di codesto ente. Saranno poste in programma idonee azioni sindacali tendenti a garantire reddito e continuità occupazionale alla totalità dei prestatori d’opera in organico al consorzio”.



Nei giorni scorsi, i lavoratori avevano fatto presente che, a fine mese, saranno senza stipendio da cinque mesi. “E’ evidente – sottolineavano - che tale situazione sta generando un forte disagio sociale fra i lavoratori, la maggior parte dei quali appartenenti a famiglie monoreddito.

Gli impiegati e operai a tempo indeterminato e determinato addetti all’irrigazione vedono nuovamente negato il proprio diritto alla retribuzione per le prestazioni lavorative effettuate.

Ancora per un altro anno la stagione irrigua è stata garantita a spese dei lavoratori che, con senso di responsailità, hanno garantito i servizi ad un comparto importante come l’agricoltura nel nostro territorio. Si stigmatizza il comportamento dell’amministrazione dell’ente consortile che non è stata capace di mettere in campo idonee ed efficienti misure atte a fronteggiare l’attuale condizione delle difficoltà finanziarie dell’ente”.



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