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Scalea, il consorzio Valle Lao prepara il licenziamento collettivo, poi lo congela

Aggiornamento: 7 feb 2022

Serie di delibere al consorzio di bonifica del Tirreno cosentino su licenziamento collettivo e assunzione direttore unico. Il sindacato Flai Cgil chiede di concertare la decisione



SCALEA – Una serie di delibere e atti della deputazione amministrativa del Consorzio di bonifica del Tirreno cosentino, conosciuto come “Valle Lao”, con sede a Scalea, che ha fatto tremare le stanze del palazzo di via Fiume Lao. Lo scorso 31 gennaio è stato deliberato l'avviso di selezione per l'assunzione di un direttore unico “da assumersi a termine della durata di sei mesi, rinnovabile, part-time orizzontale per la sola durata di due giorni a settimana”. La deputazione si è riservata di nominare la commissione giudicatrice. Tutto questo: “dato atto che la convenzione con l'ing. Maria De Filpo, già direttore generale presso il consorzio di Trebisacce, è scaduta il 31 dicembre. Tant'è che le funzioni, da allora, vengono espletate dal direttore amministrativo, come facente funzioni”.

IL LICENZIAMENTO COLLETTIVO

Sempre il 31 gennaio, con una successiva delibera si avvia la procedura di licenziamento collettivo. Si legge: “l'ex direttore generale Ing. Maria De Filpo con apposita relazione, del 22/12/2021, ha rappresentato la necessità di avviare una procedura di licenziamento collettivo evidenziando analiticamente i motivi che determinano la situazione di eccedenza del personale, le ragioni per le quali ritiene di non poter adottare misure idonee a porre rimedio alla predetta situazione nonché il numero, la collocazione aziendale ed i profili professionali del personale in esubero. La Deputazione Amministrativa – si legge ancora - intende far proprie le ragioni e le determinazioni contenute nella relazione a firma del Direttore, condividendo le argomentazioni esposte ed articolate”. Questa la documentazione precedente.


LA DELIBERA DEL PRESIDENTE CHE CONGELA L'ITER

È delle ultime ore una lettera della Flai Cgil di Paola che chiede di bloccare l'iter avviato in attesa di concertazioni con il sindacato. E proprio ieri è stata pubblicata la delibera presidenziale, a firma di Antonio Miceli, che sospende l’efficacia del precdente atto del 31 gennaio “per intrattenere preventivamente gli incontri richiesti dai sindacati territoriali e regionali; di riservare ogni ed ulteriore determinazione in ordine al procedimento avviato con delibera 415/41 del 31/01/22 all’esito degli incontri, da tenersi, altresì, presso le sedi regionali”.

LA LETTERA DELLA FLAI CGIL

Sempre ieri, la Flai-Cgil di Paola scriveva al Consorzio di bonifica e al presidente Miceli una comunicazione sulla selezione per l'assunzione del direttore unico e sull'avvio della procedura di licenziamento collettivo. Il sindacato ha voluto “stigmatizzare duramente tali scelte amministrative che l’Ente intende portare avanti, specie in considerazione della gravissima situazione finanziaria in cui l’Ente stesso versa. Ci sembra poco opportuno, se non addirittura aberrante – si legge nella lettera della Flai Cgil - che si intenda procedere alla nomina di un nuovo direttore generale esterno all’Ente in sostituzione dell'Ing. Maria De Filpo, con un prevedibile conseguente esborso di fondi consortili per il pagamento dello stipendio e di tutto quanto concerne la relativa posizione contributiva, quando invece è possibile che tale ruolo possa essere svolto da personale interno all’Ente assolutamente qualificato, operando, in tal modo, un notevole risparmio economico.

La non condivisibile intenzione dell’Ente è ancor più riprovevole – si legge ancora - proprio in considerazione del fatto che, per molti mesi, l’Ente ha mantenuto in F.I.S. (Fondo di integrazione salariale) moltissima parte del personale impiegatizio consortile, a stipendio ridotto, non corrispondendo, tra l’altro, le previste integrazioni salariali pattuite invece con le organizzazioni sindacali, venendo meno, quindi, agli accordi sottoscritti. A questo occorre aggiungere che gli stessi impiegati, ad oggi devono ancora percepire 7 mesi di stipendio”.

«GRAVE LA PROCEDURA DI LICENZIAMENTO COLLETTIVO PER ECCEDENZA DI PERSONALE»


La Flai Cgil approfondisce il problema: “In un clima di fortissimo disagio economico in cui versano i citati impiegati, è ancor più grave una procedura di licenziamento collettivo per “eccedenza di personale”, come se quello restante fosse in grado di ottemperare compiutamente a tutte le esigenze provenienti sia dai consorziati che dal personale forestale. Basterebbe soltanto volgere l’attenzione sul funzionamento insufficiente di molti uffici consortili – scrive il sindacato - dovuto proprio ad una carenza di personale. Basterebbe quindi fare semplicemente ciò che il nostro sindacato ha suggerito ormai da anni in innumerevoli comunicazioni, ossia riorganizzare gli uffici per aumentare l’efficienza di tutto l’Ente, piuttosto che procedere ad inopportuni licenziamenti. Considerato quanto sopra, si spera che tali paventate decisioni siano comunque concertate solo dopo l’opportuna e prevista consultazione con le sigle sindacali”. E così è stato, visto che il presidente ha bloccato il licenziamento collettivo.



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