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Scalea, "Ghost work": in udienza sentiti altri testimoni

Assenteismo, va avanti il processo con i tre indagati rimasti. L'Asp, parte civile



SCALEA – 15 feb. 22 - Prosegue, in tribunale a Paola, il processo scaturito dall'operazione denominata “Ghost work”. L'attività di indagine portata a termine dalla Guardia di finanza di Scalea nel mese di dicembre del 2019, su presunte vicende di assenteismo dal luogo di lavoro, in questo caso da uffici dell'Azienda sanitaria provinciale. Indagine che, come è noto, ha portato anche alla conclusione anticipata dell'amministrazione comunale di Scalea dell'epoca per il coinvolgimento di uno degli indagati. A febbraio di due anni fa, uno stralcio del processo “Ghost work”, si è concluso con il patteggiamento del principale indagato e con la relativa conferma della condanna, da parte del tribunale.


A quest'ultimo, veniva contestato di aver utilizzato il proprio tesserino per il rilevamento automatico della presenza in entrata, per poi allontanarsi senza alcuna giustificazione dalla sede di servizio per fini personali e non istituzionali, senza utilizzare il tesserino per l'uscita, “facendo apparire di essere in servizio nelle ore in cui non svolgeva alcuna attività istituzionale”.

Si è svolta nei giorni scorsi la seconda udienza con i rimanenti tre imputati: Angela Riccetti, in qualità di direttore del distretto del Tirreno, assistita dall'avvocato Ugo Vetere, Valentino Cupelli, 67 anni, di Amantea, in qualità di collaboratore amministrativo degli uffici Asp, difeso dagli avvocati Giuseppe Mandarino e Mirella Santoro, del Foro di Paola; Paolo Filice, 59 anni, di Cosenza, responsabile all'epoca del servizio guardie mediche, assistito dagli avvocati, Enzo Aprile, Gabriele Fiorito ed Emma Eboli.


In udienza è stato stato sentito in qualità di testimone il capo pattuglia della guardia di finanza della tenenza di Scalea che, insieme agli altri componenti, hanno indagato nell'operazione denominata “Ghost work”. In particolar modo, nel corso dell'udienza di giovedì scorso sono state elencate tutte le giornate in cui il principale indagato si sarebbe assentato, con la ricostruzione delle celle telefoniche. Il rilevatore satellitare inserito nell'auto avrebbe indicato posizioni diverse e, in alcuni casi opposte, a quelle in cui l'automobile sarebbe dovuta trovarsi per le missioni commissionate dai dirigenti Asp. Nel corso dell'udienza, gli avvocati difensori hanno evidenziato il fatto che i responsabili dell'azienda, una volta assegnate le missioni, non siano tenuti a verificare la presenza. Il processo, giudice Cosenza, vede la presenza quale parte civile dell'Asp di Cosenza. La prossima udienza è stata fissata per il prossimo 23 giugno.



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