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Scalea, fuori dal piano di riequilibrio: la relazione dell'avvocato Callipo in consiglio

Aggiornamento: 9 apr

In consiglio comunale, l'intervento dell'avvocato Callipo sulla recente fuoriuscita dal piano di riequilibrio del comune di Scalea


In consiglio comunale, l'intervento dell'avvocato Callipo sulla recente fuoriuscita dal piano di riequilibrio del comune di Scalea

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Scalea, 8 aprile 2024 - Il comune di Scalea fuori dal piano di riequilibrio e dalle secche nelle quali era finita sin dal lontano 2013. Recentemente la Corte dei Conti, sezione regionale di controllo per la Calabria, ha accertato ufficialmente l’avvenuto ripiano del disavanzo applicato al piano di riequilibrio finanziario pluriennale originario del comune di Scalea, adottato con deliberazione nel 2013. La notizia era stata diffusa già nei giorni scorsi.


Venerdì, in consiglio comunale, è stato invitato l'avvocato Callipo che ha seguito per il comune l'intero iter fino al definitivo sblocco da parte della corte dei coni dal piano di riequilibrio. Una decisione che rivestirebbe importanza in quanto per il comune di Scalea si ripristinerebbe una maggior capacità di spesa, di investimento che le era stata negata da ben undici anni, il 2013, l'anno in cui come si ricorderà venne portata a termine l'operazione Plinius che vide interessato anche il Palazzo di città.

Un procedimento, ha tenuto a sottolineare in consiglio l'avvocato Callipo, caratterizzato da termini temporali molto stretti.


E' capitato di lavorare con richieste di documentazione che venivano fatte la mattina per la mattina stessa, ha spiegato il legale durante l'assemblea cittadina. Il risultato, dal punto di vista di Callipo: «E' veramente prestigioso – ha affermato - perché certifica un risanamento economico e finanziario di un ente che, per una pluralità di ragioni, al momento dell'inizio di questo percorso, che parte dal 2013, non era affatto scontato. Il comune di Scalea è probabilmente uno degli enti più controllati d'Italia, nel senso – ha spiegato - che è uno dei pochissimi enti, forse l'unico, che ha avuto ben due sentenze favorevoli, delle sezioni riunite della corte dei conti, che hanno certificato la capacità del piano di riequilibrio di ricondurre l'impianto economico contabile del comune a condizioni di risanamento».


Insomma sull'ente dell'alto Tirreno c'è stata una grande attenzione. Tre ricordi in tutto. «Basta considerare – ha evidenziato il legale - che all'1 gennaio 2015, l'ente si presentava con un disavanzo di amministrazione di quasi 23 milioni di euro. C'era una cassa assolutamente negativa, gravata da anticipazioni di tesoreria che servivano finanche a pagare gli stipendi ed i minimi servizi essenziali, aggravata anche dal punto di vista della competenza della gestione finanziaria, dall'utilizzo di fondi a destinazione vincolata che non venivano ricostituiti nei termini di legge».


Callipo ha spiegato inoltre che le due leve principali di risanamento utilizzate dal comune sono state: una riduzione delle spese e un tendenziale aumento delle entrate, “le due direttrici fondamentali nella gestione del piano di riequilibrio”. Ha affermato con certezza: «C'è una riduzione, un risparmio complessivo, spalmato nel corso dei 10 anni di applicazione del piano, di 24.440.290 euro. Questa riduzione delle spese ha consentito sostanzialmente al comune di autofinanziare le dinamiche di rientro del disavanzo, annualmente considerato».

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