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Scalea, canoni idrici e depurazione: non valida la notifica a mezzo poste private

Sentenza del giudice di pace sulla richiesta di tributi dal 2009 al 2013, l'interruzione notificata a mezzo posta priva non è valida



SCALEA – 9 ott. 21 - Sentenza del giudice di pace in riferimento alla richiesta dei canoni idrici per gli anni dal 2009 al 2013. La decisione del giudice di pace Walter Nicodemo riguarda la causa promossa da un cittadino di Scalea, difeso dall'avvocato Gaetana Senise, contro il comune di Scalea. L'opposizione proposta ad una ingiunzione di pagamento notificata il 20 dicembre 2019. Il comune di Scalea pretendeva il pagamento dei canoni idrici e della depurazione fognaria. Secondo quanto è emerso, il cittadino ricorrente, tramite il legale, ha eccepito l'illegittimità della richiesta di pagamento e la prescrizione della pretesa.



“Nel caso di specie – fa rilevare il giudice - il prezzo della somministrazione di fornitura idrica, che venga pagato, come nella fattispecie, a scadenze annuali, configura una prestazione periodica, con connotati di autonomia nell’ambito della causa debendi di tipo continuativo”. Sarebbe quindi scattata la prescrizione quinquennale. Fra l'altro non è stato allegato l'atto interruttivo della prescrizione e, fra l'altro, è questo il punto importante, “non può ritenersi atto interruttivo il sollecito di pagamento a mezzo posta privata, in quanto contestato dall'opponente e, pertanto, privo di valore legale e di data certa”.



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