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Scalea, antenna telefonica: la giunta conferisce l'incarico legale per il Tar

Aggiornamento: 17 nov 2023

Scalea, antenna telefonica: la giunta conferisce l'incarico legale per il Tar. Si punta anche ad anticipare l'udienza


Scalea, antenna telefonica: la giunta conferisce l'incarico legale per il Tar. Si punta anche ad anticipare l'udienza

SCALEA – 15 nov. 23 - La giunta comunale di Scalea ha recentemente deliberato per conferire l'incarico al legale che dovrà occuparsi dello spinoso ricorso davanti al Tribunale amministrativo regionale per il traliccio del ripetitore telefonico di via fiume Lao a Scalea. L'installazione, in un terreno privato, ma in pieno centro abitato, come è noto ha generato una serie di proteste. Fra l'altro, il traliccio rappresenta anche un pugno nell'occhio per la sua altezza. Ma, la questione era stata sollevata, e discussa anche in consiglio comunale, perchè nell'area dell'antenna telefonica abitano cittadini fragili e c'è il timore, per esempio, che le onde elettromagnetiche possano interferire con impianti elettromedicali portati addosso da una cittadina.



Nella delibera, il sindaco Perrotta, ricorda che con ordinanza sindacale contingibile ed urgente del 6 luglio scorso, il comune ha ordinato la sospensione dei lavori di realizzazione della stazione radio base in via Fiume Lao per poter compiere tutte le verifiche necessarie ad accertare che l'impianto non costituisca fonte di pericolo grave per la salute di una cittadina residente nelle vicinanze portatrice di pacemaker. L'ordinanza non è andata a buon fine, in quanto la società ha proposto ricorso al Tar chiedendo l'annullamento del provvedimento del sindaco, previa la sospensione dell’efficacia esecutiva, anche mediante l’adozione di misura cautelare monocratica. Il Tar, però, ha rigettato la richiesta di emissione del provvedimento cautelare monocratico ed ha fissato la camera di consiglio per la trattazione collegiale per l'udienza del 6 settembre 2023. C'è poi la produzione di una relazione tecnica preliminare con al quale il comune chiedeva che non venisse accolta l’istanza cautelare di controparte ed in subordine un rinvio dell’udienza di almeno 20 giorni per consentire di completare l’indagine tecnica e depositare la perizia finale.



Il Tar, in definitiva, ha accolto l’istanza della ricorrente, di sospensione dell’atto impugnato e ha rinviato la causa per il merito all’udienza del 6 marzo 2024. Ora, in base alla relazione redatta dal tecnico incaricato dello scorso 30 ottobre, da quanto esposto, secondo il comune: “si palesa un concreto pericolo per la salute dei cittadini”. Si è ritenuto “di dover tutelare le ragioni e gli interessi perseguiti dal comune costituendosi nel citato procedimento prima dell’udienza di merito anche per chiedere un’eventuale anticipazione, stante il pericolo per la salute pubblica”. L'ente ha quindi provveduto a nominare un legale che dovrà seguire l'evolversi della vicenda.



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