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Scalea, alta velocità, Cardillo: «c'è qualcuno che vuole affossare l'alto Tirreno»

Alta velocità: da Scalea interviene Cardillo e propone l'idea spagnola della ragnatela ferroviaria collegata alla linea tirrenica


Alta velocità: da Scalea interviene Cardillo e propone l'idea spagnola della ragnatela ferroviaria collegata alla linea tirrenica

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Scalea, 14 febbraio 2024 – Il dibattito sulle problematiche legate all'alta velocità ferroviaria si muove da mesi come un boomerang; rimbalza, dal Tirreno, al Pollino, al golfo di Policastro, fino in Sila e nel paolano e a Scalea interviene ancora Pino Cardillo dell'associazione “Cara, vecchia Scalea”. Sostiene da tempo che la “deviazione” verso Tarsia della linea ad alta velocità rappresenta un vero e proprio scippo per il territorio che da tempo ha investito nel turismo e nella mobilità ferroviaria ad alta velocità. La stazione ferroviaria di Scalea è stata una delle prime a dotarsi dei marciapiedi dell'altezza adatta ai treni veloci. Secondo Cardillo, insomma, c'è qualcuno che punta ad “affossare l'alto Tirreno” e, per questo motivo, sprona i sindaci a darsi da fare per evitare lo “scippo”.


Evitare cattedrali nel deserto

“Dopo la protesta dei sindaci del Pollino e Cosenza, dal momento che RFI ha capito che non si può realizzare per i noti motivi della pericolosità e dei costi esorbitanti, non sarebbe giusto devastare una riserva naturale come quella del Pollino”. Afferma Cardillo: “non contenti di aver creato l'autostrada A2, una 'cattedrale nel deserto', dove nessuno vuole passare” adesso si vorrebbe ripetere l'operazione con la ferrovia. E, Cardillo ricorda che sulla fascia tirrenica, c'è “una strada insufficiente a subire tutto il traffico, dei camion e delle macchine, che giornalmente percorrono la Statale 18; un'arteria in cui i responsabili dei comuni hanno ben pensato di riempire questa striscia con autovelox, riducendo la velocità tra i 30 e i 50 chilometri orari”.


La ragnatela ferroviaria

Cardillo chiama in causa i sindaci, gli amministratori per evitare che si ripeta lo stesso errore dell'autostrada. E' possibile, insomma, creare l'alta velocità ferroviaria lungo la dorsale tirrenica, operazione certamente più semplice, secondo Cardillo, e poi realizzare con un minor impiego di fondi una sorta di ragnatela ferroviaria che possa servire tutta la Calabria e che possa garantire ai viaggiatori di ogni luogo di poter raggiungere in poco tempo la linea ad alta velocità. Un esempio c'è già ed è la rete ferroviaria spagnola, progettata con tale concetto.


L'auspicio di un impegno dai sindaci del Tirreno

“Mi sarei aspettato – commenta Cardillo – una riflessione seria e non un ammasso di politici che si avventano attorno all'osso da spolpare. Eliminando quindi la tratta Praia-Tarsia, andrebbe riqualificata la linea storica tirrenica o in alternativa si potrebbe realizzare una nuova linea nel percorso adiacente a quella già esistente, cosi si andrebbero ad evitare quei tratti oggetto di erosione costiera. Sarebbe stata auspicabile una difesa da parte dei sindaci del Tirreno, tenuto conto che già Rfi considera come centro operativo di fermata la città di Scalea, storicamente ritenuta come la più semplice da raggiungere da numerosi centri interni e della costa. Da anni è in fase di realizzazione la una nuova arteria Scalea-Mormanno con lo scopo di raggiungere tanti comuni sia calabri che lucani all'interno del Parco nazionale del Pollino. Addirittura già dagli anni '80 si era pensato ad una nuova bretella per decongestionare la statale 18 che nel periodo estivo va al collasso. È doveroso – conclude Cardillo - un appello all'on. Simona Loizzo, affinché possa intercedere presso la politica nazionale e regionale per un progetto serio e intelligente che è quello dell'alta velocità sul Tirreno e di una ragnatela di linee ferroviarie ortogonali a quella principale”.

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