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Rissa a Cirella: diverse testimonianze "convergenti"

Aggiornamento: 10 nov 2021

L'indagato, ha fornito la sua versione dei fatti. Attesa la decisione sulla convalida



DIAMANTE – 6 nov. 21 - La vicenda della rissa avvenuta nel parcheggio del ristorante a Cirella di Diamante, nel pomeriggio di domenica 31 ottobre, è costellata da racconti sconvolgenti che se dovessero essere confermati successivamente potrebbero dare il senso dei momenti drammatici trascorsi dalle famiglie di Belvedere Marittimo in una domenica che doveva essere tranquilla e di relax e che invece si è rivelata di tutt'altro tenore. Come riferiamo anche nelle pagine regionali, i carabinieri della compagnia di Scalea, coordinati dal capitano Andrea D'Angelo, hanno eseguito un fermo di indiziato di delitto a carico di Ferdinando Duraccio, 41 anni, di Praia a Mare, assistito dall'avvocato Giuseppe Bello. L'uomo è indagato per il tentato omicidio di Salvatore Ponte, 45 anni di Belvedere Marittimo; ma sarebbero in corso di identificazione altri tre presunti aggressori che avrebbero picchiato il fratello di Salvatore, Giuseppe Ponte. In uno dei racconti dei testimoni si evince la drammaticità del momento: “Mi sono avvicinata a piedi alla Bmw dal lato passeggero e appoggiatami con le mani sul cofano lato passeggero, mi rivolgevo ad entrambi dicendo di smetterla di discutere. Nel mentre ero in questa posizione il conducente dell'auto, senza alcun preavviso, innestava la retromarcia per fare solo un metro, prendeva la rincorsa e in marcia avanti volontariamente investiva Salvatore trascinandolo sotto la sua auto per alcuni metri, senza mai fermarsi o dare accenni di rallentamento. Lo stesso conducente nel fare ciò, non ha mai distolto lo sguardo da dosso a Salvatore. Io mi sono immediatamente spostata per evitare che investisse anche me poiché mi sono spaventata a causa della velocità e dell’aggressiva manovra posta in essere dallo stesso”. Poi l'auto si sarebbe dileguata facendo anche un pezzo di strada controsenso.


“Dalla complessiva attività di indagine posta in essere dalla Pg operante, nonché, dalle circostanziate dichiarazioni rese dalle persone informate dei fatti – si legge agli atti - emerge chiaramente come l’investimento da parte del Duraccio sia stato volontario, quale reazione alla lite, per futili motivi, in precedenza avuta con Salvatore Ponte”. Almeno tre testimonianze sarebbero concordanti sulla dinamica dell’investimento. Diversa, invece, la versione offerta dall'indagato che dovrebbe comparire davanti al Gip nelle prossime ore anche per la convalida del fermo, attualmente il praiese è associato alla casa circondariale di Paola. L'indagato che ha reso dichiarazioni spontanee avrebbe affermato “che un soggetto a lui ignoto lo aveva aggredito avvicinandosi al finestrino, lato guidatore, “tenendolo per la maglia” e, per tale motivo, non si sarebbe avveduto della presenza di Salvatore Ponte, in quanto, “distratto dalla aggressione” di tale soggetto ignoto”. L’indagato, subito dopo il violento investimento si sarebbe dato alla fuga, si evince dalla ricostruzione dei fatti, omettendo di soccorrere il malcapitato. L'autorità giudiziaria ha anche posto sotto sequestro la Bmw X3 per effettuare gli accertamenti tecnici per ulteriori chiarimenti sulle fasi concitate di quella domenica pomeriggio. “Anche con riferimento al mezzo usato, ed alla violenza di commettere il fatto – si legge agli atti - si ritiene che essi costituiscano elementi indicativi della volontà omicida”.



IL SINDACO DI DIAMANTE, ERNESTO MAGORNO

Il sindaco di Diamante, Ernesto Magorno, è intervenuto con una nota per commentare il fermo dell'indagato per tentato omicidio. Il senatore Magorno ha espresso in una nota : "Soddisfazione per il grande lavoro dei carabinieri; soddisfazione per il fermo di un uomo legato alla drammatica aggressione di domenica scorsa a Cirella, si tratta di una svolta importante – afferma il senatore Magorno - che arriva grazie all'intenso e prezioso lavoro dei carabinieri di Diamante e Scalea. A loro, presidio di legalità e sicurezza sul nostro territorio, non posso non esprimere il mio vivo ringraziamento assicurando il nostro supporto costante". Nell'immediatezza dei fatti, Magorno, aveva anche espresso solidarietà ai fratelli Giuseppe e Salvatore Ponte, “vittime dell’inusitato atto di violenza, e alle loro famiglie, offrendo loro la nostra vicinanza per i successivi passi che saranno compiuti affinché sia fatta piena luce e giustizia del grave gesto subito”.



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