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"Re nudo", in udienza, le origini dell'inchiesta e il filone politico

Ieri in aula le testimonianze del Maggiore Alberto Pinto dei carabinieri e del tenente Mario Faiella



SCALEA – 7 apr. 22 - Si parte dagli albori dell'indagine che ha condotto alla ben nota operazione denominata “Re Nudo”. Ieri si è svolta una nuova udienza ed il tribunale ha iniziato a sentire i protagonisti dell'indagine che, come è emerso nel corso dell'escussione dei testimoni, l'attività “re nudo” è nata come una “costola” della precedente Plinius, praticamente dagli ascolti della parte politica. In tribunale, ieri, sono comparsi il maggiore dei carabinieri Alberto Pinto, all'epoca dei fatti comandante della Compagnia dei carabinieri di Scalea con il grado di capitano. Presente anche il tenente Mario Faiella che agli albo0ri dell'attività di indagine si è occupato dell'attività di indagine relativa agli indagati coinvolti. Il tenente Mario Faiella ha riferito sulle indagini relative ai capi dal numero 1 al numero 51, epurati dalla precedente sentenza del “non luogo a procedere”. In pratica si tratta dei presunti reati che sarebbero stati commessi contro l'Inps.



Il maggiore Alberto Pinto ha riferito su come è nata l'attività di indagine che poi è stata convenzionalmente denominata “Re nudo” perchè basata principalmente sulla figura politica e professionale di Mario Russo che è imputato per reati legati alla professione, in qualità di medico legale e presidente della commissione per l'accertamento dell'invalidità e dell'handicap. L'attività di indagine dei carabinieri, intensificata nel periodo elettorale. E Mario Russo, per come è stato riferito dal maggiore Pinto, era un soggetto attivo nella campagna elettorale. E dagli accertamenti legati all'indagine che poi è sfociata nell'operazione Plinius, dall'attività di captazione è venuto fuori il filone che riguarda l'attività professionale di Russo e che in qualche modo unisce a doppio filo gli impegni politici con i contatti con i numerosi cittadini dal punto di vista professionale. Ed il processo mira a verificare se in questo genere di attività possano trovare riscontro i reati contestati. Si tornerà in aula il prossimo 8 giugno. In quella data verrà conferito l'incarico al perito per la trascrizione delle intercettazioni ammesse al processo.



Successivamente, a settembre, si tornerà in tribunale per completare l'esame del tenente Faiella e si proseguirà con l'escussione del sottotenente, in forza alla compagnia di Scalea all'epoca dei fatti, Luca Tufarulo. Oltre a Mario Russo, risultano fra gli imputati principali del processo, anche Eugenio Vitale, 59 anni, di Santa Maria del Cedro, impiegato della commissione per le invalidità, e Antonia Coccimiglio, 70 anni, di Scalea, segretaria della stessa commissione. Sono 87 le persone coinvolte, in gran parte semplici cittadini, ma anche imprenditori e professionisti. L'indagine “Re nudo” dei carabinieri della compagnia di Scalea, coordinata dalla Procura di Paola, si espande su tre filoni: i reati commessi nell’ambito della commissione per l’accertamento dell’invalidità e dell'handicap di Diamante; i reati commessi nell’ambito dell’attività di medico certificatore per il rinnovo delle patenti di guida dell’Asp di Scalea e gli illeciti in materia di visite necroscopiche.



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