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Operazione Frontiera: annullati il sequestro e la confisca dei beni per Mandaliti

Diamante, la Cassazione ha annullato con rinvio il sequestro e la confisca dei beni per Mandaliti. Attività nell'operazione denominata "Frontiera”


DIAMANTE – 17 mar. 21 - Si tratta di una delle numerose udienze di contorno alla ben nota operazione denominata “Frontiera” che risale al 19 luglio 2016. Una attività dei carabinieri della compagnia di Scalea che mirava a ridimensionare il clan Muto sulla costa dell'alto Tirreno cosentino. L'operazione Frontiera, fra l'altro, aveva portato anche al sequestro preventivo dei beni a numerosi indagati. Negli ultimi giorni, la Corte di Cassazione si è espressa sulla situazione relativa alla misura di Antonio Mandaliti, di Diamante, e sui beni in carico ai familiari dell'indagato. La Corte di Cassazione ha accolto nella gran parte l'istanza presentata dai difensori di Mandaliti, gli avvocati Natalia Branda, Giuseppe Bruno e Carmine Curatolo.



La Prima sezione della Corte di Cassazione ha annullato il decreto impugnato “limitatamente alla conferma del sequestro e alla confisca dei beni, con rinvio per nuovo giudizio sul punto alla Corte d'Appello di Catanzaro”. Dichiarato, invece, inammissibile il ricorso di Antonio Mandaliti, in riferimento alla misura di prevenzione personale. Il procuratore generale aveva chiesto l'accoglimento del ricorso di Mandaliti ed il rigetto di quello dei familiari, in riferimento al sequestro e confisca dei beni. La Corte di Cassazione ha accolto, su istanza degli avvocati Natalia Branda, Giuseppe Bruno e Carmine Curatolo, tutti i ricorsi, tranne la misura personale di Mandaliti. In precedenza, c'è da aggiungere, la Corte di Cassazione aveva già deciso un rinvio, da dicembre a marzo, a causa dell'estrema complessità della vicenda. Nel provvedimento scriveva: “Rilevata la particolare complessità delle questioni proposte e la necessità di approfondimento rispetto alla giurisprudenza sezionale e rilevato altresì il carico dell'udienza odierna, dispone il rinvio del procedimento”. Nei giorni scorsi, la decisione della Cassazione. Fra i beni posti sotto sequestro, all'epoca dei fatti, c'era fra l'alto, la lavanderia industriale, inizialmente oggetto anche di una richiesta di confisca. C'erano anche alcuni fabbricati intestati ai familiari, una ditta individuale. Nel mese di aprile dello scorso anno, la Corte d'Appello di Catanzaro, aveva confermato la misura di prevenzione personale per Antonio Mandaliti e aveva disposto la revoca della confisca della lavanderia, disponendone la restituzione. Aveva poi confermato il sequestro, disponendo la confisca di prevenzione, degli altri beni indicati in cinque capi, riferiti allo stesso Mandaliti e ai familiari.



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