Maltrattavano persone disabili che invece avrebbero dovuto proteggere: tre operatori ai domiciliari

Eseguite tre misure cautelari a carico di educatori e assistenti socio sanitari di un centro di Rossano specializzato nell'assistenza di persone fragili



CORIGLIANO ROSSANO – 19 lug. 22 – Maltrattavano persone con disabilità: tre misure cautelari nei confronti di educatori ed assistenti socio sanitari di un centro di Rossano, specializzato nell'assistenza delle persone fragili. Evidenziata la gravità dei fatti in quanto realizzati proprio da coloro che avrebbero dovuto tutelare persone caratterizzate da particolare fragilità psichica. Ma c'è ancora di più: è stato documentato dagli investigatori il sistematico riscorso all’intimidazione ed alla violenza per mantenere il controllo della struttura, i cui tratti di violenza e crudeltà hanno ingenerato un vero e proprio clima di terrore tra i ragazzi, al fine di consolidare il proprio potere all’interno della struttura, alternando minacce, aggressioni vere e proprie, nonché la famigerata “terapia del dolore”, utilizzata in particolare su una delle vittime, non solo per scopi educativi ma per sfogare, da parte di uno degli arrestati, i propri istinti sadici. Le indagini, coordinate dal procuratore di Castrovillari, Alessandro D'Alessio, sono state dirette da Veronica Rizzaro con la collaborazione dei carabinieri del reparto territoriale, coordinati dal tenente colonnello Raffaele Giovinazzo.



I tre indagati, va evidenziato, sono da ritenersi presunti innocenti in considerazione dell’attuale fase del procedimento, costituita dalle indagini preliminari del Pm, fino ad un definitivo accertamento di colpevolezza con sentenza irrevocabile. I carabinieri del reparto territoriale hanno eseguito tre misure cautelari, degli arresti domiciliari, emesse dal Gip presso il Tribunale di Castrovillari, nei confronti di altrettanti soggetti, ritenuti responsabili, in concorso, a vario titolo, di reiterate condotte di “maltrattamenti nei confronti di persone disabili”.

Più dettagliatamente, sono stati raccolti, nei confronti degli indagati, gravi indizi di colpevolezza: “con più violazioni della medesima disposizione di legge commesse in tempi diversi ed in relazione al numero delle persone offese, con reiterati atti di vessazione e di violenza sia fisica che psicologica, o comunque non intervenendo per impedire l’evento, pur avendone l’obbligo giuridico, maltrattavano ciascuno con diverse azioni, le persone offese, tutti ragazzi diversamente abili seguiti di un centro diurno con sede a Rossano, a loro affidati per ragioni di cura, educazione, vigilanza e custodia.

L’inchiesta, coordinata dalla Procura della Repubblica è scaturita da una complessa attività info- investigativa posta in essere dai militari del Reparto Territoriale di Corigliano Rossano, ed ha permesso di evidenziare, a livello di gravità indiziaria condivisa dalla prima valutazione del giudice ed in attesa delle confutazioni degli indagati, il clima di terrore e crudeltà a cui erano sottoposti le vittime all’interno di una onlus per l’assistenza delle persone disabili operante nell’area urbana di Rossano.



L’indagine, sviluppata attraverso attività tecniche (audio-video) e correlati servizi di osservazione, si riferisce ad un periodo che va dall’autunno 2021 all’aprile di quest’anno, consentendo di:

- “evidenziare i plurimi comportamenti vessatori, mortificanti, violenti e degradanti posti in essere

nei confronti degli ospiti disabili della struttura per disabili oggetto di investigazione, i quali acquistano maggiore gravità, in quanto realizzati proprio da coloro che avrebbero dovuto tutelare persone caratterizzate da particolare fragilità psichica;

- documentare il sistematico riscorso all’intimidazione ed alla violenza per mantenere il controllo della struttura, i cui tratti di violenza e crudeltà hanno ingenerato un vero e proprio clima di terrore tra i ragazzi, al fine di consolidare il proprio potere all’interno della struttura, alternando minacce, aggressioni vere e proprie, nonché la famigerata “terapia del dolore”, utilizzata in particolare su una delle vittime, non solo per scopi educativi ma per sfogare – da parte di uno degli arrestati – i propri istinti sadici;

- accertare che le condotte maltrattanti poste in essere dagli indagati sono da considerarsi tutt’altro che episodiche, costituendo viceversa un modus agendi dagli stessi reiterato in numerose e recentissime occasioni.

Nel corso delle investigazioni si è evidenziata la drammaticità delle condizioni delle persone particolarmente fragili, ritenute, nelle valutazioni incidentali sin qui compiute, vittime innocenti di un sistema che il GIP non esita a definire piegato agli istinti personali e sadici di uno degli indagati”.

“Le misure eseguite – si legge in una nota - sia pure nella più volte citata fase delle indagini preliminari, costituiscono un ulteriore tappa del percorso di controllo di legalità che la Procura di Castrovillari intende realizzare, con l’intendimento di recuperare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni, nella consapevolezza che solo il rigoroso rispetto della Legge, obiettivo primario ed inderogabile dell’azione della Procura stessa, possa garantire vera libertà e consapevolezza dei diritti.



L’azione della Procura della Repubblica con il prezioso e leale contributo dell’Arma dei Carabinieri e di tutte le altre forze di polizia continuerà al fine di realizzare l’obiettivo della rigorosa verifica circa la ricorrenza di ogni forma di illecito.

Va infine sottolineato che l’operazione condotta in data odierna, secondo la valutazione di gravità indiziaria che andrà in seguito verificata, ha inteso porre un serio e determinato contrasto ad ogni forma di maltrattamento di persone con disabilità o fragili, specie se praticata da chi dovrebbe prendersene particolare cura.

Ovviamente, l’indagine sin qui svolta dal Pubblico Ministero, con la più volte ricordata preziosa e determinante collaborazione dell’Arma dei Carabinieri, sin qui positivamente valutata da un giudice terzo, sarà sottoposta alle ulteriori verifiche, con il contributo della difesa, che il sistema processuale prevede.

Anche questa indagine dimostra l’attenzione che la Procura della Repubblica e l’ Arma dei Carabinieri, manifestano per le denunce dei cittadini che devono avere la totale convinzione che quanto da loro rappresentato sarà sottoposto sempre a pronta ed approfondita verifica nell’ ambito di quel controllo di legalità che l’azione sinergica delle istituzioni intende affermare e garantire nel territorio del Tribunale di Castrovillari”.




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