Maltempo, il fenomeno dell'acqua alta e le "piscine” di Scalea

I cittadini protestano per una situazione che si ripete spesso. Le scuole nel bel mezzo di un mare d'acqua



SCALEA – 29 set. 22 – Piove da alcune ore, e nel comune in cui una piscina è stata negata ormai da nove anni da una tromba d'aria, di piscine anche “olimpioniche” se ne vedono tante. Alcune sono ormai istituzionalizzate, basta un po' di pioggia e riaffiorano; altre hanno bisogno di piogge più intense per riaffiorare. Le griglie spesso sono ostruite, in alcuni casi, inefficienti perché le strade si trovano al di sotto del livello del mare. Ma, se in Olanda da ormai oltre vent'anni si riesce a convivere con le maree, in queste zone non si è mai pensato ad un piano, forse perchè le precipitazioni sono scarse, forse perchè non ci sono i fondi necessari, o forse perchè manca la volontà di risolvere i problemi.



L'OPPOSIZIONE: “PER SCALEA”


“Un'ordinaria emergenza divenuta insopportabile”

E' ciò che scrive sui Social il gruppo che fa capo ad Angelo Paravati e che già da alcuni giorni sta evidenziando le problematiche legate al fenomeno dell'”Acqua alta”.

“Siamo entrati da oltre vent’anni nel terzo millennio e se non troviamo insopportabile questo continuo naufragio al primo acquazzone il problema siamo anzitutto noi stessi.

Siamo nell’epoca in cui, in un paese all'altezza dei tempi, la rete fognaria e la rete di raccolta delle acque bianche non solo sono di norma rigidamente separate, ma possono essere monitorate digitalmente h24. Noi invece – scrive l'opposizione - sotto un’amministrazione che ha la responsabilità di essersi proposta come espressione dell’evoluzione dei tempi, dobbiamo combattere sistematicamente con allagamenti diffusi in ogni dove, scuole circondate da laghi su ogni lato, fogne dalle quali debordano fiumane infinite, griglie otturate che non raccolgono nulla e restituiscono altra acqua, strade impraticabili, un lago diffuso dopo soli cinque minuti di pioggia.




Tutto questo è davvero insopportabile per chi vive e lavora a Scalea nel ventiduesimo anno del terzo millennio, per chi manda i figli a scuola e sa che saranno inzuppati d’acqua per quattro o cinque ore, per chi vede le proprie attività o i propri immobili inondati d’acqua, per chi dovrebbe operare nell’area delle fiere e si trova di fronte una palude immensa, per chi non può circolare o parcheggiare per le strade pubbliche. E sarebbe ancora più insopportabile se l’amministrazione del terzo millennio cercasse giustificazione in epoche passate. Se non sai utilizzare i mezzi e le risorse del presente probabilmente sei la persona sbagliata nel posto sbagliato”.

IL CONSIGLIERE ORRICO

Segnalazioni fotografiche del consigliere Orrico che torna all'interno del cimitero: “Anche questa volta al cimitero di Scalea, le griglie per la raccolta dell'acqua piovana, sono risultate otturate – scrive Orrico -. Il nostro allarme lanciato nei giorni scorsi non è servito a nulla”. E poi le strade allagate e le difficoltà per i commercianti che continuano a combattere contro “l'acqua alta”.