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"Katarion": Sollazzo assolta da una serie di capi di imputazione

Aggiornamento: 10 nov 2021

Accolta la tesi dell'avvocato penalista Antonio Crusco in sede preliminare: Anna Maria Sollazzo assolta da una serie di capi di imputazione, è completamente libera



SCALEA – 8 nov. 21 - Operazione “Katarion” , il giudice Ciriaco, ha rinviato a giudizio tutti gli imputati coinvolti nell'attività dei carabinieri delle Compagnie di Paola e Scalea. Il procuratore della direzione distrettuale antimafia di Catanzaro aveva già chiesto in precedenza il rinvio a giudizio per tutti gli imputati della nota operazione, convenzionalmente denominata “Katarion”, un procedimento istruito dalla stessa Dda di Catanzaro. Il procedimento, come si ricorderà, nasce dalla riunione di tre filoni di indagine. Anna Maria Sollazzo, 59 anni, di Scalea, assistita dall'avvocato di fiducia Antonio Crusco, è stata assolta da alcuni capi di imputazione per i reati di associazione di narcotraffico ed è stata assolta anche da una serie di imputazioni per cessione di droga, restano da chiarire ulteriori elementi inseriti nel filone di indagine “Katarion”. Il giudice Ciriaco ha emesso per la donna di Scalea sentenza di non luogo a procedere, assolvendola dal reato di associazione e plurime cessioni di droga.


L'avvocato penalista Antonio Crusco, del foro di Paola, ha sostenuto la totale estraneità ai fatti della donna di Scalea, in relazione all'accusa di far parte dell'associazione finalizzata allo spaccio di droga; ed ha dimostrato anche la estraneità dalle numerose imputazioni di cessione di droga. Anna Maria Sollazzo è in libertà. Il Tribunale Collegiale di Paola ha fissato per il prossimo 17 gennaio 2022, nell'aula Beccaria, la prima udienza con rito ordinario. Altri imputati, invece, verranno giudicati il prossimo 17 dicembre 2021 dal Tribunale di Catanzaro nelle forme del giudizio abbreviato, con inizio della requisitoria del pubblico ministero; le difese discuteranno, invece, tra gennaio e febbraio 2022. L'udienza preliminare si è conclusa venerdì dinanzi al giudice distrettuale delle udienze preliminari, presso il Tribunale di Catanzaro. Secondo la Dda di Catanzaro, le investigazioni consentirebbero di accertare la sussistenza della operatività di un’organizzazione criminale nel territorio della costa tirrenica cosentina, tra Cetraro, Paola, Scalea, Diamante, Buonvicino ed altri paesi dell’alto Tirreno cosentino. Vengono contestati diversi episodi di cessione di cocaina. Secondo la tesi di accusa, i proventi di tale attività andavano a confluire, in parte, nelle casse della “cosca Muto”. Le attività svolte, secondo la Dda di Catanzaro, avrebbero permesso di accertare il principale canale attraverso il quale l’organizzazione provvedeva all’acquisto della cocaina ed i collegamenti e le ramificazioni con altri soggetti dediti alla cessione al dettaglio della sostanza stupefacente. Numerose le intercettazioni telefoniche e ambientali, accertamenti di polizia quali servizi di osservazione ed appostamento, attività di perquisizione e sequestro.





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