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Katarion, nuove decisioni sulle misure cautelari degli indagati

In attesa delle determinazioni del tribunale del riesame, altre decisioni del Gip distrettuale sull'inchiesta Katarion


DIAMANTE – 24 mar. 21 - Nuove decisioni in riferimento alle misure cautelari emesse al termine dell'operazione denominata Katarion che, come si ricorderà, si è conclusa lo scorso 10 marzo con 10 persone finite in carcere, 8 ai domiciliari e 15 con obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Ora, alcune decisioni sull'annullamento delle misure vengono prese direttamente dal Gip distrettuale Pietro Carè; si è in attesa anche delle determinazioni del tribunale del riesame e dei vari ricorsi presentati dagli avvocati difensori degli indagati.

Una decisione presa ieri dal Giudice per le indagini preliminari della direzione distrettuale, Carè, riguarda Stefano Greco, conosciuto con il nome di “tetano”, 42 anni, di Buonvicino, assistito dall'avvocato di fiducia Natalia Branda. Il Gip ha accolto in pieno le argomentazioni fornite dall'avvocato Natalia Branda che ha sostenuto il caso di “contestazione a catena”. Il suo assistito, infatti era stato destinatario della stessa misura cautelare nell'operazione Murales ed è stato già sottoposto per circa un anno all'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Si ritiene, quindi, scaduto ampiamente il termine massimo di custodia cautelare. A Stefano Greco vengono contestati fatti che risalgono al 2016 e sempre relativi a cessioni di sostanza stupefacente.

L'avvocato Flavio Grimaldi ha impugnato il provvedimento restrittivo a carico del suo assistito di fiducia, Alfonso Scaglione, 53 anni, di Scalea, sottoposto alla misura degli arresti domiciliari. In questo caso, si è in attesa delle determinazioni. Sono ancora diverse le posizioni degli indagati al vaglio dei giudici competenti.



Intanto, in attesa della decisione del Tribunale del riesame di Catanzaro, dinanzi al quale, ieri mattina, tra gli altri, è stata discussa la posizione di Ciriaco Casella, 32 anni di Buonvicino, difeso dall’avvocato Francesco Liserre e sottoposto agli arresti domiciliari a Ivrea, nella tarda mattinata di ieri, è giunta la decisione del Gip Distrettuale di Catanzaro, Pietro Carè. Quest'ultimo ha disposto l’immediata liberazione dell’indagato. Il Gip, accogliendo interamente le argomentazioni dell’avvocato Francesco Liserre, supportate da ampia documentazione prodotta durante l’interrogatorio di garanzia per rogatoria, svoltosi lo scorso giovedì dinanzi al Gip di Ivrea, ha disposto l’immediata liberazione di Casella sostituendo, nei suoi confronti, la misura cautelare degli arresti domiciliari con il meno afflittivo divieto di dimora in Calabria. L'avvocato difensore ha sostenuto l'insussistenza delle esigenze cautelari per il notevole lasso temporale intercorso tra la presunta commissione dei fatti e il sopravvenuto provvedimento cautelare, anche alla luce dell’attività lavorativa già da diversi anni espletata, dall’indagato, nella città piemontese.



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