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Inchiesta latitanza Luca Occhiuzzi: fissati gli interrogatori per i sette presunti fiancheggiatori

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Latitanza Occhiuzzi fissati gli interrogatori al tribunale di Catanzaro


Il 27 gennaio il Gip Roberta Cafiero ascolterà gli indagati accusati di aver favorito la permanenza in clandestinità dell'ex ricercato ricercato Luca Occhiuzzi a Cetraro



23 gennaio 2026



Il prossimo 27 gennaio, presso il Tribunale competente di Catanzaro, si terranno gli interrogatori di garanzia per le sette persone finite agli arresti domiciliari con l'accusa di aver favorito la latitanza di Luca Occhiuzzi. L'operazione, scattata il 21 gennaio a Cetraro ad opera dei Carabinieri del Comando provinciale di Cosenza, mira a smantellare la rete logistica che ha permesso all'uomo di sfuggire alla giustizia per oltre due anni, fornendogli vitto, alloggio e comunicazioni protette fino al suo arresto avvenuto nel febbraio 2025.



La rete di supporto per la latitanza di Luca Occhiuzzi

Secondo le indagini coordinate dalla DDA di Catanzaro, i sette indagati avrebbero costituito un vero e proprio scudo protettivo attorno all'ex ricercato. Alessandra Iorio, Giulia Marino, Agostino Iacovo (classe 1986), Vincenzo Bevacqua, Francesco Occhiuzzi, Marco Piazza (classe 1979) e Catia Tusa sono i nomi dei destinatari della misura cautelare.

L'accusa ipotizza condotte di favoreggiamento personale: il gruppo avrebbe garantito a Occhiuzzi non solo beni di prima necessità e denaro, ma anche canali sicuri per dialogare con l'esterno, rendendo vana la caccia all'uomo iniziata nel settembre 2022. Il lavoro dei Carabinieri di Cosenza, attraverso pedinamenti e intercettazioni, ha permesso di mappare ogni movimento della "rete".




Il Gip esclude l’aggravante mafiosa nell'inchiesta Occhiuzzi

Un punto cruciale dell'ordinanza emessa dal Gip Roberta Cafiero riguarda la qualificazione giuridica dei fatti. Nonostante il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia, il giudice ha escluso la sussistenza dell’aggravante mafiosa.

Al momento, non è stata ritenuta provata l'esistenza di una nuova "cellula" criminale riconducibile a Giuseppe Scornaienchi che agisse per conto della nota cosca Muto di Cetraro. Questo passaggio legale è fondamentale per la difesa, rappresentata tra i vari dagli avvocati Enrico Vaccari, Cesare Badolato, Emilio Enzo Quintieri, Giorgia Greco, Vincenzo Bruno e Giancarlo Greco poiché ridimensiona il profilo associativo del caso, pur confermando il solido quadro indiziario per quanto concerne il favoreggiamento.




Dal tentato omicidio all’arresto: il passato di Luca Occhiuzzi

La vicenda giudiziaria affonda le radici in un episodio di sangue avvenuto il 26 giugno 2021 a Belvedere Marittimo. Luca Occhiuzzi era infatti ricercato per il tentato omicidio di un addetto alla sicurezza di un locale notturno, ferito da colpi d’arma da fuoco a seguito di una presunta richiesta estorsiva.

Dopo oltre due anni di irreperibilità, la sua corsa si era fermata il 15 febbraio 2025 nel centro storico di Cetraro. Gli interrogatori della prossima settimana rappresentano ora un passaggio chiave per definire le responsabilità di chi, secondo la Procura, ha permesso che quella fuga durasse così a lungo.



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