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Illuminazione pubblica: a Scalea una causa da due milioni di euro

L'amministrazione comunale dà nuove indicazioni al settore manutentivo per una nuova gara appellandosi al Codice civile per la causa in corso



SCALEA – 3 mag. 22 - Il servizio di illuminazione pubblica a Scalea, da anni incastrato in una delle numerose questioni giudiziarie nelle quali si trova coinvolto il Comune, potrebbe essere giunto ad una svolta e, forse, entrare a far parte dei progetti di innovazione della “nuova era”. La giunta del sindaco Perrotta ha preso atto dell'azione giudiziale di inadempimento, proposta dalla società che avanzerebbe circa due milioni di euro dal Comune, ed ha fornito indirizzi al settore manutentivo. Per quanto riguarda le decisioni, la Giunta propone “Di prendere atto che la società Sistei ha presentato ricorso chiedendo la dichiarazione di inadempimento del Comune e risarcimento danni del contratto del 2009”. In riferimento a questa scelta della società creditrice, però si fa appello al codice civile per cui, si cita la frase latina, “electa una via non datur ricursus ad alteram”, per cui letteralmente “Scelta una via, non è ammesso il ricorso ad un'altra”. In pratica, la parte contrattuale non inadempiente, in questo caso la società, ha la facoltà di scegliere tra la domanda di adempimento, chiedendo la condanna della controparte ad eseguire la prestazione non ancora adempiuta, e la risoluzione del contratto, lo scioglimento. Se si sceglie quest'ultima via, non è più possibile chiedere l'adempimento.



Secondo la Giunta di Scalea, quindi, “deve ritenersi venuto meno l’interesse della medesima società alla prosecuzione del rapporto contrattuale; sussiste rilevante interesse pubblico all'avvio di procedure per la complessiva riqualificazione del sistema di pubblica illuminazione e a valutare possibili forme di gestione del servizio volte al miglioramento complessivo dell’efficienza energetica, all'adeguamento strutturale e normativo degli impianti al fine di conseguire risparmi energetico gestionali e diminuire i consumi di energia primaria”. Il settore manutentivo potrà quindi predisporre tutti gli atti necessari per avviare l'appalto relativo alla gestione del servizio di pubblica illuminazione in conformità alle direttive Anac. Il contratto con la società risale al 23 dicembre 2009. In quella data era stata affidata alla ditta la “fornitura di beni e servizi avente ad oggetto l'adeguamento e la gestione ordinaria dell'infrastruttura di pubblica illuminazione di proprietà del Comune di Scalea, con specifiche finalità di risparmio energetico”. La società aveva poi promosso una causa al tribunale di Paola, contro il comune di Scalea.



L'atto di citazione porta la data de 13 luglio 2017. In quella occasione si chiedeva l’accertamento di un presunto inadempimento contrattuale da parte del comune, e la conseguente condanna al pagamento della somma totale di 2.010.000 euro, a titolo di risarcimento, derivante da danno emergente, per lucro cessante e per danno curricolare. Il comune, difeso dall'avvocato Angelo Pio Paravati, si era costituito contestando l'intera domanda, per insussistenza del danno. Venivano anche evidenziati i gravi inadempimenti, non attribuibili al Comune, della società, “che non ha mai eseguito alcuno degli interventi a suo carico espressamente richiamati dall’art. 4 del contratto”. Si contestava anche la nullità. La causa è fissata per l'udienza dell'1 febbraio 2023 e, secondo la Giunta, la decisione in primo grado difficilmente si potrà avere nel corso del 2023, inoltre con ogni probabilità la parte soccombente avrà interesse a proporre appello ed eventuale ricorso in Cassazione, di conseguenza una decisione definitiva si avrà fra diversi anni.



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