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Ex discarica di Scalea, l'amministrazione: “il finanziamento c'è, presto una commissione consiliare”

Aggiornamento: 29 ago 2022

Il gruppo di opposizione: "per dare certezze bastano tre risposte ad altrettante domande semplici”



SCALEA – 18 ago. 22 - La questione della bonifica dell'ex discarica di Scalea occupa un ampio spazio nelle discussioni politiche locali. I cittadini, in particolare, vogliono sapere notizie certe sull'iter che porterà alla bonifica del sito che si trova in contrada Piano Dell'Acqua, nella zona collinare del centro balneare. Per anni sito di trasferimento e interramento della spazzatura e, per un breve periodo, divenuta discarica consortile dell'alto Tirreno cosentino. Una breve durata per la famosa terza buca di Piano dell'Acqua che avrebbe dovuto ospitare per almeno una decina d'anni i rifiuti del comprensorio e, invece, nel giro di qualche mese negli anni duemila finì in saturazione perchè, come raccontano le cronache dell'epoca, ospitò le ecoballe provenienti dalla Campania, in quel periodo in grave sofferenza. Insomma un passato complicato per il sito di Piano dell'Acqua.



L'amministrazione comunale di Scalea fa sapere che è al lavoro “per i cittadini e per la verità”. In una breve nota si conferma che sulla scrivania dell'amministrazione c'è il decreto regionale del 21 luglio 2022 “dove si conferma il finanziamento di 2milioni e 13mila euro per la bonifica della discarica. Visto l'interesse per il tema – si legge - non è da escludere che sarà istituita, su impulso di questa amministrazione comunale ed a dimostrazione che non abbiamo nulla da nascondere, una commissione consiliare di inchiesta per fare luce sulle responsabilità e sulle inadempienze che questa amministrazione ha ereditato e che ha dovuto sanare in meno di 24 mesi. Il tutto – afferma l'amministrazione - sarà portato a conoscenza della cittadinanza nel corso di una conferenza stampa che è in fase di programmazione”.



L'OPPOSIZIONE "PER SCALEA”

Non manca l'intervento del gruppo di opposizione “Per Scalea” con capogruppo Angelo Paravati. Secondo il gruppo di opposizione, per dare certezze bastano tre risposte. “Leggo che, a parere di qualcuno – scrive Paravati - l'allarme lo desta chi fa legittime domande e non chi ad esse non risponde e leggo anche che, a breve, ai cittadini di Scalea qualcuno racconterà la verità. Basterà invero interpretare il decreto regionale per riassumerla correttamente. Di certezze, invece, neanche l'ombra. Eppure basterebbe rispondere a tre semplici domande: la discarica è stata realmente pericolosa per la salute pubblica e se si perché? Dopo tanti anni, se lo è stata, è ancora pericolosa e, sia che lo sia che non lo sia, perché? Gli interventi da programmare saranno risolutivi e se si perché? Credo – scrive Paravati - siano domande legittime, non banali o scontate come qualcuno potrebbe pensare, che devo rivolgere per forza a chi è deputato a fornirci le risposte e senza alcuna polemica. Risposte semplici e dirette, così da essere interpretate da noi cittadini tutti, invero menti semplici, senza difficoltà e corredate, ovviamente, dagli opportuni dati, in primis dai piani di monitoraggio che saranno certamente in atti. E questo perché l'iter di bonifica, obiettivamente complesso, nasca e si concluda raggiungendo realmente il risultato prefissato”.



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