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Santa Maria del Cedro, dissequestrato il Lido Mirko 83: decisivo il nodo delle concessioni balneari

  • 3 ore fa
  • Tempo di lettura: 3 min

Il Tribunale del Riesame di Cosenza ha annullato il sequestro disposto dal Gip di Paola nei confronti della struttura balneare di via del Mare; accolta l’istanza dell’avvocato Luigi Crusco: per i giudici hanno inciso proroghe nazionali, atti comunali e pagamenti richiesti dall’ente


Santa Maria del Cedro, dissequestrato il Lido Mirko 83 dopo la decisione del Tribunale del Riesame di Cosenza

28 maggio 2026


In breve

  • Il Tribunale del Riesame di Cosenza ha annullato il sequestro del Lido Mirko 83.

  • La struttura era stata sottoposta a sigilli dopo controlli della Guardia Costiera di Diamante.

  • Decisivi, per i giudici, il quadro normativo sulle concessioni balneari e gli atti del Comune di Santa Maria del Cedro.



Santa Maria del Cedro, annullato il sequestro del Lido Mirko 83

Il Tribunale del Riesame di Cosenza ha annullato il decreto di sequestro preventivo d’urgenza disposto il 6 maggio nei confronti del Lido Mirko 83, struttura balneare di via del Mare a Santa Maria del Cedro, accogliendo l’istanza presentata dall’avvocato Luigi Crusco nell’interesse del titolare Fabio Forte. Al centro della vicenda, il presunto mancato rinnovo dei titoli demaniali e l’effetto delle proroghe legislative sulle concessioni balneari.


Il collegio della sezione penale, presieduto da Paola Lucente, a latere Eleonora Palmieri e Rosina De Felice, ha disposto la restituzione immediata dei beni all’avente diritto, ribaltando il provvedimento emesso dal Gip di Paola.

La decisione interviene in una materia particolarmente delicata per gli operatori turistici della costa tirrenica, segnata da un quadro normativo complesso e da continui interventi legislativi sulle concessioni demaniali marittime.




Da cosa nasceva il sequestro?

La vicenda ha origine da un’ispezione eseguita il 17 febbraio 2025 dalla Guardia Costiera di Diamante. Durante il controllo, i militari avevano rilevato la presenza, su un’area di circa 525 metri quadrati, di strutture come chiosco, bar e servizi che, secondo l’ipotesi iniziale, non sarebbero state rimosse dopo la stagione estiva in assenza di autorizzazioni valide.


Secondo la Procura di Paola, la precedente concessione demaniale sarebbe risultata scaduta il 31 dicembre 2024. Da qui l’ipotesi di “abusiva occupazione del demanio marittimo, in assenza di un titolo concessorio valido ed efficace”.

Sulla base di questi elementi, e ritenendo sussistenti ragioni d’urgenza legate alla tutela del bene pubblico, il Gip aveva disposto il sequestro preventivo della struttura.




Perché il Tribunale del Riesame ha disposto il dissequestro?

Il Tribunale del Riesame ha dato rilievo al quadro normativo nazionale e agli atti amministrativi adottati a livello locale. L'avvocato Luigi Crusco ha documentato che le disposizioni più recenti, culminate nella Legge 166/2024, hanno esteso ex lege la validità delle concessioni fino al 30 settembre 2027.

A questo si è aggiunto un elemento ritenuto centrale: il Comune di Santa Maria del Cedro aveva preso atto delle novità normative con la delibera di Giunta numero 16 del 13 febbraio 2025 e aveva continuato a richiedere il pagamento del canone demaniale per l’annualità in corso.


Secondo il Tribunale, questo comportamento amministrativo ha inciso sulla valutazione della condotta dell’indagato. Nell’ordinanza si richiama infatti il “comportamento non univoco serbato dall’amministrazione”.

I giudici precisano inoltre che “La complessità della legislazione richiamata dal difensore, unitamente ai provvedimenti adottati dall’ente comunale, appare infatti idonea ad avere inciso sul convincimento dell’indagato circa la liceità della propria condotta”.




Il ruolo dei pagamenti e dell’affidamento dell’imprenditore

Un ulteriore profilo riguarda i versamenti del canone demaniale. La difesa ha documentato in udienza il pagamento tramite modello F24, circostanza che, insieme agli atti dell’amministrazione comunale, ha contribuito a delineare un quadro diverso rispetto all’ipotesi accusatoria iniziale.

Per il collegio cosentino, la situazione normativa e amministrativa ha generato un “affidamento non colpevole in capo al ricorrente”. Venendo meno i presupposti per il mantenimento dei sigilli, il Tribunale ha quindi disposto la restituzione dei beni.

Nell’ordinanza si legge che il collegio “annulla il provvedimento impugnato e, per l’effetto, dispone la restituzione di quanto in sequestro all’avente diritto”.

L’esecuzione del provvedimento è stata delegata alla stessa Guardia Costiera di Diamante.



Cosa cambia per il comparto balneare locale?

Il provvedimento del Riesame non chiude il tema generale delle concessioni balneari, ma evidenzia il peso che le proroghe legislative e gli atti degli enti locali possono avere nella valutazione delle singole posizioni.

Per gli operatori del settore, il caso del Lido Mirko 83 conferma la necessità di verificare con attenzione titoli, pagamenti, comunicazioni del Comune e norme nazionali. Allo stesso tempo, la decisione richiama l’esigenza di un quadro amministrativo chiaro, per evitare che incertezze interpretative ricadano direttamente su imprese e cittadini.



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