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Reggio Calabria, blitz antidroga tra Catona e rione Marconi: 32 misure cautelari

  • 26 mag
  • Tempo di lettura: 3 min

La Squadra Mobile ha eseguito un’ordinanza richiesta dalla Dda: contestati traffico di stupefacenti, armi ed estorsioni. Secondo la Procura, nel rione Marconi una piazza di spaccio avrebbe registrato fino a 300 acquirenti al giorno


Operazione antidroga della Squadra Mobile di Reggio Calabria tra Catona e rione Marconi


26 maggio 2026


La Squadra Mobile di Reggio Calabria ha eseguito, nelle prime ore del 26 maggio 2026, un’ordinanza cautelare nei confronti di 32 persone nell’ambito di un’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia sul traffico di droga tra Catona, il rione Marconi e diverse province siciliane. Il provvedimento, emesso dal Gip del Tribunale di Reggio Calabria su richiesta della Procura, dispone 31 custodie in carcere e un arresto domiciliare.



L’operazione della Squadra Mobile a Reggio Calabria

I reati contestati, a vario titolo, sono associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, traffico di droga e violazione della normativa sulle armi.

Nel provvedimento cautelare sono state riconosciute diverse aggravanti nella fase delle indagini preliminari.


Tra queste figurano la disponibilità di armi, l’induzione a commettere reati di persone dedite all’uso di sostanze stupefacenti o psicotrope, la consegna o destinazione di droga a soggetti minorenni e a persone in condizioni di infermità o deficienza psichica, oltre alla prossimità della piazza di spaccio a una scuola primaria.



Le indagini partite nel 2023

L’inchiesta è stata avviata nel corso del 2023. Gli investigatori hanno ricostruito, secondo l’ipotesi accusatoria, l’esistenza di un gruppo operativo nella frazione Concessa di Catona, nella periferia nord di Reggio Calabria.

Il gruppo sarebbe stato specializzato nello stoccaggio e nel commercio all’ingrosso di consistenti quantitativi di sostanze stupefacenti.


La droga, secondo la ricostruzione degli inquirenti, veniva occultata in un casolare abbandonato sorvegliato dagli appartenenti al gruppo. Da lì sarebbe stata confezionata e poi distribuita non solo a Reggio Calabria, ma anche a Messina, Agrigento e in altre province siciliane.



Il collegamento con il rione Marconi

Tra gli acquirenti della presunta centrale di Catona, si indicano anche soggetti del rione Marconi, ritenuti inseriti in un’organizzazione criminale capace di gestire una piazza di spaccio all’interno di un condominio di via Sbarre Superiori.

Secondo il provvedimento cautelare, il punto di vendita sarebbe stato attivo giorno e notte e rifornito di diverse tipologie di droga.

Nel rione sarebbero state documentate migliaia di cessioni, con punte giornaliere fino a 300 acquirenti e un giro d’affari stimato in circa 3 mila euro al giorno di media.


Come sarebbe stata organizzata la piazza di spaccio?

Secondo quanto è emerso, il gruppo avrebbe curato ogni fase del commercio illecito con ruoli definiti, compensi collegati alle mansioni svolte e veri e propri “turni di servizio” predisposti dai vertici dell’organizzazione.

I compiti più operativi sarebbero stati spesso affidati anche a ragazzini minorenni, in alcuni casi con meno di quattordici anni, impiegati all’interno del rione per garantire continuità all’attività della piazza di spaccio.



Il controllo del condominio di via Sbarre Superiori

Gli indagati, ai quali viene contestata anche la disponibilità di armi, sono ritenuti dagli inquirenti in grado di esercitare un controllo sul condominio di via Sbarre Superiori, nel quartiere Marconi.

Secondo la ricostruzione investigativa, uno degli accessi principali sarebbe stato monopolizzato dall’organizzazione, interdetto agli altri condomini e destinato all’uso degli acquirenti.

Si segnalano inoltre modifiche strutturali che avrebbero alterato l’architettura originaria dell’immobile.

La gestione della piazza di spaccio sarebbe stata protetta da un sistema di videosorveglianza utilizzato per prevenire eventuali interventi delle forze dell’ordine.


Contestati anche episodi di estorsione

Nell’inchiesta sono stati ricostruiti anche episodi di estorsione, indicati come “cavalli di ritorno”, ai danni di cittadini che si sarebbero rivolti ai componenti dell’organizzazione per recuperare auto rubate.

L’attività delittuosa contestata, secondo la Procura, aveva già richiamato l’attenzione dei media locali e nazionali nel quadro del degrado denunciato nel quartiere Marconi.

Nel corso delle indagini, la Squadra Mobile ha sequestrato complessivamente circa 40 chili di droga di varia natura.



I numeri dell’inchiesta

Dato

Dettaglio

Misure cautelari totali

32

Custodie in carcere

31

Arresti domiciliari

1

Droga sequestrata

Circa 40 kg

Punte di acquirenti giornalieri

Fino a 300

Giro d’affari stimato

Circa 3.000 euro al giorno

Aree coinvolte

Catona, rione Marconi, Reggio Calabria, Messina, Agrigento e province siciliane


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