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Blitz antidroga a Reggio Calabria, 31 persone in carcere, i particolari

  • 26 mag
  • Tempo di lettura: 4 min

Operazione della Squadra Mobile su richiesta della Dda: contestati traffico di droga, armi ed estorsioni. Nel mirino le piazze di spaccio tra Catona e il rione Marconi


Agenti della Polizia di Stato durante un’operazione antidroga a Reggio Calabria



26 maggio 2026


Blitz antidroga a Reggio Calabria nelle prime ore della mattina: la Squadra Mobile ha eseguito un’ordinanza cautelare nei confronti di 32 persone, 31 delle quali destinatarie della custodia in carcere e una degli arresti domiciliari. Il provvedimento è stato emesso dal Gip su richiesta della Direzione distrettuale antimafia nell’ambito di un’inchiesta su traffico di stupefacenti, armi ed estorsioni.


L’operazione riguarda due presunti snodi del traffico di droga nell’area reggina: la frazione Concessa di Catona, nella periferia nord della città, e il rione Marconi, dove gli investigatori ritengono fosse attiva una piazza di spaccio organizzata all’interno di un condominio di via Sbarre Superiori.


Secondo quanto ricostruito dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria, i reati contestati, a vario titolo, sono associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, traffico di droga e violazione della normativa sulle armi. Il procedimento si trova ancora nella fase delle indagini preliminari e per tutti gli indagati vale il principio di non colpevolezza fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.




L’inchiesta partita nel 2023

Le indagini, avviate nel corso del 2023, avrebbero consentito di delineare l’esistenza di un gruppo attivo nella frazione Concessa di Catona, ritenuto specializzato nello stoccaggio e nel commercio all’ingrosso di consistenti partite di stupefacenti.


La droga, secondo l’ipotesi investigativa, sarebbe stata nascosta in un casolare abbandonato, sorvegliato dagli appartenenti al gruppo. Da lì veniva confezionata e successivamente distribuita non solo a Reggio Calabria, ma anche a Messina, Agrigento e in altre province siciliane.


Tra gli acquirenti della presunta centrale di Catona, gli investigatori avrebbero individuato anche soggetti del rione Marconi, ritenuti inseriti in un’organizzazione criminale capace di strutturare una piazza di spaccio stabile e operativa giorno e notte.



La piazza di spaccio nel rione Marconi

Uno dei punti centrali dell’indagine riguarda il condominio di via Sbarre Superiori. Secondo la Procura, all’interno dell’edificio sarebbe stata organizzata una piazza di spaccio rifornita di diverse tipologie di droga.


Nel rione sarebbero state documentate migliaia di cessioni di stupefacenti, con picchi giornalieri fino a 300 acquirenti. Il giro d’affari stimato dagli investigatori sarebbe stato di circa 3mila euro al giorno.


La presunta organizzazione, secondo quanto ritenuto nel provvedimento cautelare, avrebbe gestito ogni fase del commercio illegale: approvvigionamento, confezionamento, vendita al dettaglio e controllo dell’area. I ruoli sarebbero stati definiti e retribuiti in base alle mansioni svolte, con veri e propri “turni di servizio” predisposti dai vertici del gruppo.


I nomi degli indagati in custodia cautelare

  • Patrizio Bevilacqua, 38 anni

  • Massimo Bevilacqua, 49 anni

  • Leo Bevilacqua, 23 anni

  • Antonio Bevilacqua, 61 anni

  • Davide Abbruzzese, 21 anni

  • Jessika Caterina Izzo, 32 anni

  • Antonio Belfiore, 26 anni

  • Antonino Miserrafiti, 47 anni

  • Francesco Carmelo Iamonte, 22 anni

  • Damiano Fabio Abbruzzese, 27 anni

  • Christian Pio Tripodi, 24 anni

  • Fabrizio Caridi, 35 anni

  • Alberto Antonio Bevilacqua, 21 anni

  • Pio Costantino Bevilacqua, 22 anni

  • Alessio Curatola, 29 anni

  • Daniela Amato, 20 anni

  • Maria Immacolata Amato, 56 anni

  • Benito Berlingeri, 31 anni

  • Damiano Bevilacqua, 48 anni

  • Domenico Bevilacqua, 48 anni

  • Martina Bevilacqua, 24 anni

  • Mario Bevilacqua, 45 anni

  • Vincenza Pozzo, 48 anni

  • Domenico Cicco, 49 anni

  • Francesco Catanese, 61 anni

  • Alfonsa Giorgia Iannò, 28 anni

  • Francesco Sapone, 56 anni

  • Rocco Rizzo, 37 anni

  • Massimo Berlingeri, 44 anni

  • Giovanni Berlingeri, 44 anni



Minorenni, armi e videosorveglianza

Tra gli elementi contestati nella fase cautelare figurano diverse aggravanti. La Procura richiama, tra le altre, la disponibilità di armi, l’induzione a commettere reati di persone dedite all’uso di sostanze stupefacenti o psicotrope, la destinazione di droga a soggetti minorenni, anche di 14 anni, e a persone in condizioni di infermità o deficienza psichica.

Un altro elemento evidenziato dagli investigatori riguarda la prossimità della piazza di spaccio a una scuola primaria.


Secondo l’accusa, alcuni ruoli operativi sarebbero stati svolti anche da minorenni, in alcuni casi con meno di 14 anni. I giovani avrebbero contribuito alle attività del gruppo muovendosi nel rione con continuità.


Gli indagati sono inoltre ritenuti dagli investigatori in grado di esercitare il controllo del condominio di via Sbarre Superiori, anche attraverso la gestione di uno degli accessi principali, che sarebbe stato sottratto all’uso degli altri condomini e destinato agli acquirenti. Nell’immobile sarebbero state realizzate anche modifiche strutturali.

La piazza di spaccio, secondo la ricostruzione della Squadra Mobile, sarebbe stata protetta da un articolato sistema di videosorveglianza finalizzato a prevenire eventuali interventi delle forze dell’ordine.


Estorsioni e “cavalli di ritorno”

L’inchiesta ha ricostruito anche episodi di estorsione riconducibili al cosiddetto sistema dei “cavalli di ritorno”. Si tratta, secondo l’impostazione accusatoria, di richieste di denaro rivolte a cittadini che si sarebbero rivolti a esponenti dell’organizzazione per recuperare veicoli rubati.


Il quadro investigativo, secondo la Procura, si inserisce in un contesto di degrado già finito più volte all’attenzione dei media locali e nazionali, proprio per l’attività della piazza di spaccio nel quartiere Marconi.


Sequestrati circa 40 chili di droga

Durante l’attività d’indagine, la Squadra Mobile di Reggio Calabria ha sequestrato complessivamente circa 40 chili di droga di varia natura.

Il procedimento è ancora nella fase delle indagini preliminari. Le accuse dovranno quindi essere verificate nelle successive fasi processuali, nel contraddittorio tra le parti.


Il video




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