Cosenza, droga: 9 misure per l'operazione "Salamandra”: giro di prostituzione anche a Scalea

Attività dei carabinieri a Cosenza, Montalto Uffugo, San Benedetto Ullano, Torano Castello, Mantova e Milano

COSENZA - 27 nov. 20 - Nella mattinata, oltre 100 Carabinieri del Comando Provinciale di Cosenza, supportati dai militari dello Squadrone Eliportato “Cacciatori di Calabria” e dalle unità cinofile antidroga, con la copertura aerea dell’8° Nucleo Elicotteri di Vibo Valentia, hanno dato esecuzione a 9 misure cautelari emesse dal Gip presso il Tribunale di Cosenza, su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di altrettanti soggetti di nazionalità italiana di età compresa tra i 25 e 60 anni, indagati, a vario titolo, in ordine ai reati di “detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti”, “estorsione”, “favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione”.

I comuni teatro dell’operazione sono Cosenza, Montalto Uffugo, San Benedetto Ullano, Torano Castello, Mantova e Milano.

L'INDAGINE

L’indagine, da cui deriva l’odierna operazione di polizia giudiziaria convenzionalmente denominata “Salamandra”, è stata condotta dai carabinieri dell’Aliquota Operativa della Compagnia di Rende, con il prezioso contributo delle Stazioni Carabinieri di Montalto Uffugo, Torano Castello e Lattarico, e ha consentito di ricostruire la rete e gli intrecci di un gruppo di soggetti operanti nel sempre florido settore del commercio di sostanze stupefacenti di diverse tipologie, dalla marijuana alle coltivazioni di cannabis, dall’hashish alla cocaina e di disarticolarne i canali di approvvigionamento e smercio.

Più in dettaglio, l’attività ha avuto inizio nell’ottobre 2016, a seguito di una perquisizione domiciliare, quando venne tratto in arresto un giovane residente a San Benedetto Ullano, colto in flagranza del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, venendo trovato in possesso di 21 grammi di cocaina, di un bilancino di precisione e di € 11.780,00 in contanti, provento dell’attività di spaccio.

Il monitoraggio sui contatti dell’arrestato ha quindi permesso di individuare ulteriori articolazioni della rete di spaccio, con progressiva estensione dell’attività investigativa volta a ricostruire la catena dell’approvvigionamento delle sostanze stupefacenti.

LE PIAZZE DI SPACCIO

Ne è conseguita l’individuazione di diverse piazze di spaccio site da un lato nel capoluogo e nell’area urbana di Rende e dall’altro in numerosi paesi della Valle del Crati, tra cui Montalto Uffugo, San Benedetto Ullano, Lattarico, Torano Castello e Bisignano.

Nel corso della complessa attività d’indagine sono stati ricostruiti e cristallizzati oltre 110 episodi di spaccio o di illecita detenzione, nonché sono state documentate le attività di “broker” dediti al procacciamento e “pusher” incaricati della successiva rivendita delle sostanze stupefacenti del tipo cocaina, hashish e marijuana.

Dagli approfondimenti investigativi sono altresì emerse le propaggini extraterritoriali delle attività di procacciamento dello stupefacente, dal momento che taluni dei maggiori indagati hanno anche intrattenuto rapporti con esponenti del Reggino e della Campania, indicativi dei canali di approvvigionamento.

Nel corso delle investigazioni, caratterizzate da intercettazioni e da contestuali attività di osservazione, numerosi sono stati i riscontri a seguito delle attività illecite captate, tra cui arresti, denunce in stato di libertà e segnalazioni alla locale Prefettura di diversi soggetti, nonché rinvenimento e sequestro di considerevoli quantitativi di sostanza stupefacente. In particolare, nel corso delle indagini:

  • 5 persone sono state tratte in arresto in flagranza di reato;

  • 12 persone sono state segnalate alla competente Prefettura quali assuntori di sostanze stupefacenti;

si è proceduto al sequestro di:

  • oltre 7,1 chilogrammi di sostanza stupefacente del tipo marijuana;

  • 157 grammi di sostanza stupefacente del tipo hashish;

  • 76 grammi di sostanza stupefacente del tipo cocaina;

  • una coltivazione consistente in 63 piante di Canapa Indiana.

Con riferimento al reato di produzione di sostanze stupefacenti, le attività hanno consentito di appurare che alcuni indagati, per aumentare gli introiti, avevano individuato un terreno in una località rurale di Rose circondato da una folta vegetazione e pertanto di difficile individuazione, ove realizzare una coltivazione di cannabis indica. Dopo aver ordinato i semi on line ed aver atteso che germogliassero nell’appartamento di uno degli stessi, attraverso un dispositivo organizzato di staffetta, onde scongiurare eventuali controlli da parte delle Forze dell’Ordine, veniva curato il trasporto presso il terreno in questione, provvedendo poi a tutte le operazioni necessarie alla completa maturazione delle piante. I militari dell’Arma, dopo una ricognizione dei luoghi e mirati servizi di osservazione, traevano in arresto uno dei soggetti sorpreso mentre provvedeva all’irrigazione della coltivazione.

I RISULTATI

Tra i risultati conseguiti durante le indagini, spicca anche: